Eels Wonderful, Glorious

di Michele R. Serra

Recensioni
Eels – Wonderful, Glorious

La prima volta che rigiri tra le mani il cd ancora impacchettato – ammesso che vi capiti ancora nel 2013 di comprare fisicamente un cd, a me è capitato – sei lì che pensi: bè, è proprio un titolo modesto, questo qui dell’ultimo disco degli Eels. Un titolo modesto: Wonderful, glorious. Tutti quanti il nostro disco lo chiameremmo: meraviglioso, glorioso. Vabè, comunque. Ti viene in mente, visto il titolo, che quel cantante che ti era sempre sembrato un po’ depresso, il signor Mark Oliver Everett, stavolta abbia cambiato registro, che stavolta il signor Eels abbia voglia di fare festa. Ma poi ti accorgi che le cose non sono cambiate così tanto.

Perché Wonderful, Glorious si apre ringhiando e soffiando qualche canzone più sporca – leggo critici musicali che scrivono più rock, più blues, più rockabilly, chi se ne frega alla fine – ma presto il gatto selvatico si addomestica e iniziano le ballate. Quelle con dentro disperazione e speranza insieme, quelle che dicono “Sono alle corde, ma non ancora ko”. Anzi il contrario, che non è la stessa cosa.

Beh. Facciamo una di quelle grandi domande universali un po’ senza senso: a cosa serve la musica? Per qualcuno serve a fare casino, per altri a ballare, per altri a fare soldi, per altri a sperimentare cose strane, per altri infine serve a raccontare le proprie cose. Che è esattamente quello che fa il signor Everett da ormai dieci dischi: non è cambiato molto in realtà, però finalmente sembra aver trovato il suo gruppo, gli Eels. Mica più musicisti intercambiabili che lo accompagnano in giro per il mondo, ma una band.

Hanno tutti quanti la barba. Da qualche parte bisogna pur partire per costruire un’amicizia no?

Ci sono momenti in cui la terra trema, dentro Wonderful, glorious. Ma i sommovimenti più profondi sono poi sempre quelli più nascosti, tra le pieghe dell’anima. E allora ecco le canzoncine: semplici, ma parlano la lingua giusta. Questo sono gli Eels, prendere o lasciare. Io ho comprato pure il ciddì.