Egli, le parabole e il busillis delle cose

di Luca Maria Palladino

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Egli, le parabole e il busillis delle cose

Inopportunamente un tizio gli chiede l’ora, l’uomo risponde e perde il filo del discorso. Indubbiamente non sa più che pesci pigliare.

Una ragazza, dall’altro lato della banchina, è testimone degli avvenimenti.

Non riesce a distogliere i suoi occhi così grandi dalla scena, vede chiaramente i pensieri di quell’uomo caduti e sparsi in disordine sulla banchina; vorrebbe aiutarlo a raccoglierli e riordinarli ma non ha il coraggio di spingersi oltre: e se poi l’uomo non crede ai suoi occhi?

Improvvisamente il tram arriva dal lato della ragazza, è opportuno che lei salga sul tram: deve andare a scuola ed è insolitamente in ritardo.

Non lo fa, non ci riesce a salire sul tram, non ha il cuore di lasciare solo quell’uomo con i suoi pensieri caduti; cosicché il veicolo riparte.

Ora il tram arriva dalla parte dell’uomo. Egli nonostante non si capaciti ancora del per come e del perché, sale sul convoglio lasciando i suoi pensieri in disordine sparsi sulla banchina. L’uomo trova posto vicino al finestrino lato destro. 

La ragazza, con il cuore in tumulto, lo guarda intensamente. I loro sguardi s’incrociano per un istante. Le pupille della ragazza cercano disperatamente di entrare negli occhi di quell’uomo per comunicargli la sua consapevolezza. In quello sguardo la consapevolezza di lei e l’inconsapevolezza di lui s’incontrano terribilmente.

L’uomo distoglie lo sguardo. Il tram riparte lasciando sulla banchina i pensieri perduti e caduchi di quell’uomo che non ha avuto l’ardimento di raccoglierli. Non ha avuto l’audacia di credere all’epifania delle cose, non ha avuto il coraggio di essere i suoi pensieri; di avere una certa libertà: forse perché sapiente che è un peso troppo grande da portare. Carissima, la libertà s’infrange contro il muro di cinta della solitudine.

Frattanto, torno torno, la città è un andirivieni di persone e di cose che vagano con la vecchia cara diligenza del buon padre di famiglia, se no poi si urtano.

Un ectoplasma torvo è corrotto dagli auricolari e non può sentire il grido aspro della ragazza che libera tutti: non ha segnato il Napoli, perché non ha segnato il Napoli!