Si sta davvero parlando di eliminare le bocciature a scuola?

di Valerio Fiormonte

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Eliminare il sistema che prevede la bocciatura e la conseguente ripetizione dell’anno scolastico degli studenti: si tratta della proposta di cui si sta parlando di più tra quelle avanzate da Fratelli d’Italia, principale partito d’opposizione in Parlamento. Al posto della promozione o bocciatura sarebbe previsto un documento che certifichi “in modo accurato e fedele il livello di conoscenza raggiunto”. Si tratta di una proposta senza applicazioni concrete, visto appunto che il partito non fa parte della coalizione di governo, tuttavia capace di accendere il dibattito in tutto il mondo della scuola.

Meglio promossi e bocciati?

Il primo a schierarsi contro è stato Rossano Sasso, sottosegretario all’Istruzione (Lega). Sasso ha infatti detto che il sistema scolastico deve “garantire condizioni di partenza uguali per tutti per poi premiare strada facendo chi realmente merita, non appiattire le differenze e mandare avanti tutti, indipendentemente da attitudini, volontà, preparazione“.
“Una bocciatura non è la fine del mondo”, ha concluso Sasso.

Orizzonte Scuola ha proposto ai suoi utenti un sondaggio al riguardo: l’82% di chi ha risposto al sondaggio si è dichiarato favorevole alla bocciatura.
La motivazione principale dei lettori contrari all’eliminazione della bocciatura è stata che la stessa è uno stimolo per gli studenti, con il timore che senza questo “pericolo” possano adagiarsi troppo.

Ad essere favorevole invece è il Presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (che, per intenderci, è il nuovo nome di quella che una volta si chiamava Associazione Nazionale Presidi), Antonello Giannelli. Giannelli ha infatti affermato che “è una proposta che torna ciclicamente. È positivo far recuperare allo studente solo le lacune nelle materie in cui è carente evitando che ripeta l’intero anno per tutti i corsi. La bocciatura viene vissuta in maniera negativa da alunni e famiglie, crea una disistima che è nociva per i ragazzi e spesso è preludio per l’abbandono scolastico. Ritengo che la minaccia della bocciatura non possa essere l’unica motivazione per studiare. Gli studenti dovrebbero essere motivati diversamente dagli insegnanti. Il modello è quello della Finlandia, il migliore sistema scolastico al mondo. È una buona idea, ma bisogna prima lavorare alla nuova organizzazione del sistema scolastico, cambiando innanzitutto la didattica. Tanti studi ci dicono che occorre che le valutazioni debbano essere per competenze e che è dunque necessario abbandonare la tradizionale impostazione della didattica per conoscenze“.