Emergency in Uganda: un nuovo ospedale pediatrico progettato da Renzo Piano

di Laura Giuntoli

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Emergency in Uganda: un nuovo ospedale pediatrico progettato da Renzo Piano

Sulle rive verdi e rigogliose del Lago Vittoria in Uganda, nel cuore dell’Africa, ha aperto le sue porte il Centro di chirurgia pediatrica di EMERGENCY.  Porte bellissime, non solo perché si tratta di una struttura all’avanguardia in grado di offrire chirurgia pediatrica del più alto livello, ma anche perché è un ospedale “scandalosamente bello”, che il fondatore di EMERGENCY Gino Strada e l’archistar Renzo Piano, con il sostegno del ministero della Salute ugandese, hanno dedicato a tutti i bambini del continente africano.

Il modo migliore per aiutare l’Africa è fare lì quelle stesse cose che vorremmo avere anche qui da noi, in Italiadichiara Gino Strada, chirurgo e fondatore di EMERGENCY – Siamo andati in Uganda con tutte le competenze, gli equipaggiamenti, le tecnologie necessarie a fare una chirurgia di alto livello e con una struttura straordinaria. Facciamo tutti parte della comunità umana: siamo “uguali in dignità e diritti”, come è scritto nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Abbiamo la responsabilità di curare un bambino africano esattamente come faremmo con un bambino italiano.”

“Mi piace pensare all’Africa come un laboratorio per il futuro e non solo come uno scenario di sofferenza e di guerre dimenticate. Gino mi ha sempre chiesto di disegnare un ospedale “scandalosamente bello” – spiega Renzo Piano. Parla dello scandalo della bellezza perché per certe persone è uno scandalo offrire bellezza ed eccellenza a tutti, in particolare ai più svantaggiati ed emarginati. D’altronde è risaputo che in tutte le lingue africane, lo swahili per primo, l’idea di bello è sempre accompagnata all’idea di buono: non c’è bellezza senza bontà.

Un ospedale bello, buono e necessario: in Uganda la mortalità infantile sotto i cinque anni è di 49 morti su 1.000 nati e il 30% di questi decessi è causato dalla mancanza di cure chirurgiche adeguate. E così Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan, i primi piccoli pazienti del centro che hanno tra i 3 e gli 11 anni, sono già stati ricoverati per problemi all’apparato genitale, gastro-intestinale e ernie sovraombelicali. L’ospedale si trova a Entebbe e curerà gratuitamente bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni affetti da malformazioni congenite, problemi urologici e ginecologici, anomalie del tratto gastro-intestinale, patologie del sistema biliare, cheiloschisi.

La struttura si estende su 9.700 metri quadri e dispone di 3 sale operatorie, 72 posti letto, di cui sei di terapia intensiva e sedici di terapia sub-intensiva, una sala di osservazione e stabilizzazione, 6 ambulatori, una radiologia, un laboratorio con banca del sangue, una TAC, farmacia, amministrazione, servizi ausiliari, foresteria per i pazienti stranieri, area di accoglienza ed educazione sanitaria e una area gioco esterna.

Il Centro di Entebbe triplica di fatto la disponibilità di posti letto chirurgici per i bambini in Uganda e diventerà un punto di riferimento per le necessità chirurgiche di tutto il continente africano. Dopo il Centro Salam di cardiochirurgia di EMERGENCY aperto a Khartoum, in Sudan, nel 2007, quello ugandese è il secondo centro dell’ANME, la Rete sanitaria di eccellenza in Africa nata nel 2010 su iniziativa di EMERGENCY, a cui hanno aderito 11 Paesi africani per sviluppare una rete di strutture sanitarie di eccellenza e rispondere a bisogni sanitari specifici su base regionale.

L’intero progetto è stato realizzato pro bono dallo studio Renzo Piano Building Workshop,  TAMassociati e dalla Building division di EMERGENCY. I muri dell’ospedale sono stati edificati in pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un’inerzia termica che mantiene costanti la temperatura e l’umidità nell’edificio. Un’attenzione particolare è stata destinata alla sostenibilità ambientale, con una dotazione di circa 2.500 pannelli solari fotovoltaici in copertura di una parte del fabbisogno energetico del Centro.

Tra gli obiettivi del Centro c’è anche la formazione di medici e infermieri che possano contribuire a migliorare la chirurgia pediatrica in Uganda“Il Paese non è del tutto sprovvisto di strutture sanitarie, né di cultura medica, ma necessita della collaborazione internazionale per garantire a fasce più ampie della popolazione la continuità di cure mediche di secondo e terzo livello e la formazione di specialisti – aggiunge Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY –. La scelta fatta per l’ospedale è stata di inserirlo nel contesto sanitario ugandese come centro di chirurgia elettiva pediatrica, generale e specialistica, al fine di permettere il trasferimento programmato dei piccoli pazienti da tutto il Paese e dall’estero.”A regime, lo staff è composto da 385 addetti, di questi 179 sono personale sanitario. Chirurghi, pediatri, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, farmacisti e tecnici sono per l’80% circa professionisti locali e per il 20% professionisti di provenienza internazionale. Lo staff non medico è costituito da internazionali per il 5% e da nazionali per il 95%.

L’apertura dell’ospedale rappresenta un punto di svolta per i bambini dell’Uganda e della regione dell’Est Africa, grazie alla sua offerta di prestazioni di chirurgia pediatrica di alta qualità, senza alcun costo per i pazienti – dichiara Ruth Aceng Ocero, Ministro della sanità dell’Uganda – . Questa iniziativa è parte dello sforzo del governo di rafforzare il sistema sanitario nazionale, riducendo i trasferimenti medici all’estero e potenziando i servizi sanitari per i nostri bambini. Il Centro permetterà inoltre all’Uganda di diventare meta di turismo sanitario per quanto concerne le prestazioni pediatriche e una istituzione centrale nella formazione del personale sanitario locale. Per questo, rivolgo il mio apprezzamento al lavoro di EMERGENCY e di tutti i nostri partner che hanno potuto rendere questo ospedale una realtà.” Il ministero della Sanità ugandese ha partecipato da subito allo sviluppo del progetto, collaborando alla sua definizione, mettendo a disposizione il terreno su cui è stato costruito e finanziando, come previsto per tutti i progetti realizzati dalla rete ANME, il 20% dei lavori e dei costi di gestione.