Con Ensi a ritmo di Clash… Again

di Veronica Monaco

Le Smemo Interviste - News
Con Ensi a ritmo di Clash… Again

Coraggio, determinazione e passione, eccoli i tre #maisenza di Ensi, che ha animato l’estate con Dj Mad Kid a ritmo di Clash. Ora per l’autunno si raddoppia con Clash Again: oltre al repack dell’album con tre inediti,  tra cui il nuovo singolo “Mira” in featuring con Madame, il cantante è pronto per un nuovo tour che lo porterà in giro per l’Italia.

Ensi, cosa c’è dentro (e fuori) Clash Again che soddisferà senza dubbio i tuoi fan?

Clash Again è il repack di Clash. Dentro C’è innanzitutto Clash… “Again” sta a ribadire che non ci si ferma mai, che ne ho sempre ancora e ancora…. La tracklist è stata arricchita infatti da quattro inediti, ci sono nuovi ospiti e uscirà anche la versione in vinile, limitata, numerata e autografata. Sono sicuro che chi mi segue resterà contento!

In uno dei nuovi singoli, “Mira“, canti insieme a Madame. Tu sei torinese e rappi da una vita, lei di Vicenza e si è appena fatta notare (anche perché ha tipo la metà degli anni di chiunque)… Com’è nata questa cosa di fare un pezzo insieme?

Mi ha colpito da subito per la profondità di scrittura, la personalità e la maturità artistica. Scoprire poi che aveva solo 17 anni mi ha lasciato senza parole. Ho pubblicato una stories mentre ascoltavo “Sciccherie” e da lì abbiamo iniziato a scriverci e scambiarci opinioni per un po’. Il mio album le era piaciuto e nonostante l’abisso generazionale abbiamo trovato parecchi punti in comune. Qualche settimana dopo ci siamo incontrati in studio a Milano quasi per caso ed è nata “Mira“. Avevo già capito lo spessore artistico ascoltando le sue canzoni, ma lavorandoci in studio ho visto proprio qualcosa di speciale. Quella ragazza ha un talento cristallino, una grande sensibilità ed una forte esigenza comunicativa. Sono contento di averla incontrata nel mio percorso e sono sicuro che in futuro farà sempre meglio.

Nella canzone canti “Mira più in alto del limite/È solo una linea, delineala tu”. Personalmente, qual è la sfida più grande che hai avuto il coraggio di affrontare?

Quella di credere in questo sogno della musica, fino in fondo. Fra mille sacrifici dubbi e difficoltà. Ma le sfide sono quotidiane e il coraggio è d’obbligo. Infatti continuo a combattere per non perdere la mia identità e per mantenere il fuoco acceso.

Sei unanimemente considerato uno dei migliori freestyler italiani. Però negli ultimi anni è un’arte che sembra essersi un po’ persa. Mi sbaglio? E, tanto per dire… c’è un rapper della nuova generazione che vorresti sfidare?

Il livello di freestyle in Italia è altissimo e la tradizione continuerà sempre. Per me era l’unico modo per farsi notare, per questo io come tanti della mia generazione partecipavamo alle battle costantemente. Era un passaggio quasi fondamentale. Ad oggi invece molti scelgono altre strade per farsi notare perché le possibilità sono molteplici e il mercato è più che pronto al genere. Rispetto tantissimo chi sceglie l’arte del freestyle per farsi largo, soprattutto oggi, ma consiglio a tutti di lavorare parallelamente sulle canzoni e in studio.

A breve partirà il tour autunnale che ti porterà in giro nei club di tutta Italia. Cos’hai imparato, negli anni, sul come affrontare i live in serie? Adesso hai affinato una specie di routine pre-concerto? E post-concerto? Che poi negli ultimi anni – visto che sei anche un padre – è cambiata ancora…

Il live è l’aspetto che più preferisco del mio lavoro, quello che mi riesce meglio e che mi fa stare meglio. In assoluto. L’esperienza di questi anni mi ha forgiato e per quanto non si smetta mai di imparare ad oggi mi sento sempre pronto e in forma per fare la differenza, in qualsiasi situazione. Non ho dei rituali fissi, ma ad oggi che sono padre non vedo l’ora di tornare da mio figlio il giorno dopo!

La Smemo sta (quasi) nove mesi all’anno a scuola con gli studenti. Tu che tipo eri a scuola? Ti consideravi uno popolare?

Ho grandi ricordi degli anni della scuola, mi hanno aiutato a formare il carattere prima ancora della formazione scolastica. Ero sicuramente un elemento “particolare”, tante assenze, tanti casini…. non ero uno studente modello e non impazzivo per lo studio, ma mi ci sono dedicato quando era necessario e sono contento di non aver perso tempo.

Raccontaci i tuoi personali “mai senza”: tre cose senza le quali non potresti vivere, o senza le quali non saresti arrivato qui.

Il coraggio. La determinazione. La passione.