Euro 2020 è l’Europeo più strano di tutti

di Redazione Smemoranda

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Venerdì 11 giugno 2020 inizia l’Europeo di calcio, ma è tutto abbastanza strano. Cioè, mica il vedere la gente, i tifosi che iniziano a prepararsi per le partite, tutti che parlano di pallone… quello è normale. Sono altre, le stranezze.

1) Perché Euro 2020 nel 2021?

Ovviamente, la prima cosa strana è che siamo a Euro 2020 nel 2021. La Uefa – l’organismo che sovrintende al calcio europeo – ha deciso di tenere la dicitura EURO 2020. Il motivo era anche facile da capire: con tutto il merchandising già prodotto, sarebbe stato folle cambiare nome. Niente di male.

Eppure la stessa Uefa quando ha detto che gli europei sarebbero stati Euro 2020 anche nel 2021, ha voluto rilasciare un comunicato ufficiale che recitava testualmente: “Questa decisione permette alla UEFA di mantenere la sua vision per il torneo, di festeggiare il 60esimo anniversario dei Campionati Europei (1960 – 2020).” La “vision”. Ma è ovvio che l’abbiano fatto perché se no dovevano mandare al macero 400 milioni di cappellini con scritto Euro 2020, no?

Il comunicato dell’Uefa andava avanti, poi: “Servirà anche a ricordare come l’intera famiglia del calcio europeo si sia unita per rispondere alle circostanze straordinarie legate alla pandemia COVID-19 e il difficile periodo che l’Europa, e il mondo, ha dovuto attraversare nel 2020.” Quindi, prima la vision, poi la solidarietà per la pandemia. Ma non avevamo bisogno di tutta questa poesia, di queste scuse. Bastava dire dei cappellini, delle magliette, delle sciarpe.

Infatti nell’ultima riga del comunicato finalmente arrivava la verità. Cito ancora testualmente: “Questa scelta è in linea con l’impegno della UEFA di rendere UEFA EURO 2020 sostenibile e non generare sprechi addizionali. Tanto materiale brandizzato era stato già prodotto quando il torneo è stato posticipato. Un cambio del nome dell’evento avrebbe portato alla distruzione di quei materiali e a un’ulteriore produzione degli stessi”. Ma anche qui: c’era bisogno di tirare in ballo l’ecologia? Pareva così brutto dire semplicemente: Ragazzi, cosa ci facciamo con i 400 milioni di cappellini, ci imbottiamo le poltrone? Rimaneva semplice logica, non sarebbe stato inelegante. Invece, ecco servite la vision, la solidarietà, l’ecologia. Vabbè.

2) Perché Euro 2020 si gioca a Budapest? E a Baku??

L’altra cosa strana di questo Euro 2020 è che nessuno gioca in casa, visto che le partite si svolgono in tutta Europa. Eppure alcune nazionali giocheranno in casa il primo girone. E guarda caso sono le nazionali europee di maggiore tradizione: Italia, Olanda, Germania, Inghilterra, Spagna. Perché? Qui la spiegazione è più convincente: hanno scelto le squadre che sono arrivate prime nei loro gironi di qualificazione, e che avranno questo vantaggio dello stadio in casa. L’Italia, che è arrivata prima nel suo girone, aprirà il suo Europeo all’Olimpico di Roma.

La Francia è arrivata prima nel suo, ma ha già ospitato Euro 2016, quindi l’ultima edizione degli europei, e quindi era troppo farla giocare ancora in casa: niente Parigi. Chi si è avvantaggiato di questa situazione? L’Ungheria, che è nello stesso girone della Francia, ma avrà occasione di giocare tre partite in casa a Budapest. Con stadio pieno tra l’altro: 70mila tifosi, perché com’è noto il governo ungherese non è particolarmente interessato al covid (nonostante 30.000 vittime su 9 milioni di abitanti – ma questa è un’altra storia, piuttosto triste). Fatto sta che a Budapest si giocheranno tre partite, in cui peraltro l’Ungheria sulla carta dovrebbe essere fatta a fette sempre, perché gli avversari sono Germania, Portogallo e Francia, appunto. Bel girone, tra l’altro.

E Baku? Beh, la presenza dell’Azerbaijan è una pura questione di soldi, in effetti. Il governo di Baku sta investendo molto sul calcio e sulla Formula 1, per migliorare l’immagine del paese all’estero. La società petrolifera di stato è uno degli sponsor di Euro 2020. E se pensate che una società petrolifera sia – ad esempio – poco green, avete ragione. Ma l’Azerbaijan ha altri problemi: il livello di libertà nel paese secondo freedomhouse.org è 10 su 100. L’italia ha 90, gli Emirati Arabi 17, tanto per fare un confronto. Pecunia non olet, ma in qualche caso puzza un po’ di più…

 

 

La coppa, comunque, è tutta d’argento è pesa 12 chili. Strana? Forse. Ma bella.