Eva Mon Amour Lo Specchio e l’Aspirina

di L'Alligatore

Recensioni
Eva Mon Amour – Lo Specchio e l’Aspirina

Sur(reali) nel titolo, come nel modo di atteggiarsi, nei titoli dei pezzi, come nelle parole delle canzoni, nei video. Si veda, ad esempio, il film del singolo che apre questo loro terzo album, “Si stava meglio prima”, con dei giovani manager scoppiati o che stanno per scoppiare, farne di tutti i colori dentro uno stabile abbandonato. Perfetta rappresentazione della loro musica.
Dieci pezzi ben ritmati, pieni di giochi di parole, una vena malinconica e tanta ironia difficilmente tenuta a freno. Si pensi al “…ci piace il sottocosto/ ci piace il colpo grosso/il colpo in canna” in “Ci piace”, pop-rock vitale, quasi un manifesto dei tempi della crisi. Ma tutto il disco è maledettamente piantato nella dura realtà. Si sente da come te le cantano e te le suonano, si sente dalle parole scelte con cura.
Dall’impeccabile cavalcata elettrico-folk-rock della title-track alla malinconia celentaniana di “Parliamo d’altro” (se gli … a toys orchestra cantassero in italiano sarebbero molto simili), dalla suggestiva e poetica “Nascondigli per cani” con chitarra acustica Simon e Garfunkel ed un farfisa in sottofondo, a “Ti chiederò domani”, con violini malinconici a fare il paio con il modo di cantare di Emanuele Colandrea, è un giro di giostra di pezzi che sembrano dei classici già al primo ascolto.
Circolare, corale, pirandelliano nel rendere attualissima la confusione dei ruoli, la confusione tra appartenenza e somiglianza: uno, nessuno (qualcuno, cantano loro), centomila uomini…