Bella Storia! La comparsa dell’uomo sulla Terra

di Andrea Midena

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Bella Storia! La comparsa dell’uomo sulla Terra

Secondo la teoria oggi più accreditata, lo sbatti evolutivo che ci ha portati ad essere quelli che siamo si è svolto tutto in Africa e precisamente in una zona sud-orientale, detta Rift Valley. È proprio lì che, oltre quattro milioni di anni fa, è comparso un genere di scimmia antropomorfa, cioè simile all’uomo, che gli studiosi hanno chiamato australopiteco (scimmia dell’emisfero meridionale).

L’australopiteco si differenziava dalle altre scimmie antropomorfe per il fatto che se la viaggiava allegramente su due piedi, senza usare le nocche delle mani come punto d’appoggio come facevano quegli sfigati di gorilla e scimpanzè. Questo nostro antenato era alto (o basso?) un metro e dieci e aveva un terzo del nostro cervello, però se la tirava lo stesso. E tra gli australopitechi a tirarsela era soprattutto Lucy, anche se non avevano ancora inventato la ceretta.

Lucy è l’australopiteca più famosa: uscita 3,2 milioni di anni fa per cercare un’estetista è stata ritrovata nel 1974 dagli studiosi in Etiopia (solo per i babbi: mica viva! Hanno trovato lo scheletro, ma ce la fate?).

Gli australopitechi si sono estinti circa un milione di anni fa e hanno lasciato il campo al genere homo e alle sue numerose specie.

Homo habilis

La più antica è l’Homo habilis (vissuta tra 2,5 e 1,5 milioni di anni fa), “alto” 130 centimetri, aveva la metà del nostro cervello ed era di bocca buona, nel senso che era onnivoro. Non era ancora capace di parlare quindi, si limitava a fare gesti e dire cose tipo “Ah! Eh! Ih! Oh! Uh!”. Ma allora perché Habilis? Perché ha inventato le vocali? No, perché è stato il primo a costruire strumenti rudimentali che usava per scavare, percuotere e triturare. Questo grazie al suo pollice opponibile, che ruotava su sè stesso e si opponeva alle altre dita permettendogli di afferrare gli oggetti. Per capirci meglio: il pollice opponibile è quello che oggi ci permette di chattare su whatsapp.

Homo Ergaster e Homo Erectus

Una specie successiva è Homo Ergaster ,cioè capace di lavoro, che è comparsa circa 2 milioni di anni fa, sempre in Africa, ed è stata la prima ad abbandonare il Continente arrivando fino in Asia (a quei i tempi i voli low cost non c’erano, il car sharing non sapevano cosa fosse e il monopattino non l’avevano ancora inventato…e farsela a piedi dall’Africa all’Asia è tanta roba!).

Questo Ergaster, anche se il nome ricorda la marca di un formaggio tirolese, ha costituito una tappa fondamentale per la nostra evoluzione: era simile a noi per altezza e scatola cranica ma soprattutto sapeva esprimersi in modo articolato e riusciva a costruire oggetti più complessi come le amigdale, pietre appuntite e scheggiate sui due lati (come, tutto qui? cosa vi aspettavate, che costruisse dei tablet!?).

È probabile che da Ergaster sia derivato Homo Erectus che sapeva costruire capanne, confezionare abiti ma soprattutto controllare il fuoco. In pratica è grazie a lui se i tipi e le tipe hanno cominciato ad approcciarsi chiedendo “scusa, hai da accendere?”.

evoluzione uomo
Foto da Unsplash

Homo Sapiens

Comparso, manco a dirlo, in Africa circa 200.000 anni fa, Homo Sapiens è la specie – che poi, non per niente, è la nostra- che rappresenta l’ultima tappa della nostra evoluzione e della diffusione dell’uomo (ominazione) sul pianeta.

I Sapiens hanno fatto un sacco di scoperte ma la più importante è sicuramente quella del Tour Operator: infatti hanno cominciato a girare il mondo, sono andati in Asia, in Australia, in Cina e in America. Circa 42.000 anni fa sono arrivati anche in Europa.

Uomo di Neanderthal

In Europa i Sapiens hanno incontrato l’Uomo di Neanderthal che quando li ha visti arrivare si è preso malissimo. Sì, perché fino ad allora si era smazzato un’evoluzione tutta sua e se ne stava da quelle parti per i fatti suoi da 250.000 anni. Avete presente quando trovate una spiaggetta deserta, ve ne state li tranquilli a prendere il sole e improvvisamente arriva la famiglia con otto figli, due cani, quattro borse frigo e musica a palla?

Ecco, il Neanderthal deve essersi sentito così. Poi questi Sapiens erano fighetti, slanciati e stilosi mentre i Neanderthal avevano un’ossatura più tozza, fronte bassa, sopracciglia sporgenti … insomma, rispetto ai Sapiens i Neanderthal erano molto più zarri.

Per farla breve, i Neanderthal si sono ritrovati a convivere e a competere con questi Cro-Magnon (così sono chiamati i Sapiens europei dal sito francese del primo rinvenimento) che se la giravano tirandosela come tronisti fino a quando, circa 30.000 anni fa, si sono estinti.

Per concludere parliamo di una specie spesso dimenticata dai libri di storia: l’Homo Stronzus”. l’homo stronzus è nato molto prima dell’australopiteco. Si è diffuso in tutto il mondo. E non si estinguerà mai.