Fabio de Matteis Io non mi fido di questo Mare

di L'Alligatore

Recensioni
Fabio de Matteis – Io non mi fido di questo Mare

Esordio autoprodotto di rara efficacia, capace di colpire nel segno. Un disco che Fabio de Matteis voleva fare fortemente così, e che è riuscito a fare così grazie ad amici e collaboratori importanti, a partire da Giuliano Dottori e all’idea di raccogliere fondi attraverso Musicraiser, sistema di “azionariato popolare” sempre più diffuso nell’underground di casa nostra.

Da queste premesse è nato “Io non mi fido di questo Mare”, pop-rock con venature folk di un cantautore che pensa positivo, ma mette i puntini sulle “i” cercando di svelare con le parole gli inganni della società dei consumi. Paradossalmente ci riesce meglio lontano da qui, nel piccolo villaggio del Benin dove è nata, alcuni anni fa, “Na-Yesu”, folk-rock molto vicino a certe cose di Cisco.

Ma anche visto da vicino, lascia il segno: la title-track è musica leggera con ritmo e tante parole pesate/pensate (“inventiamo guerre/per evitare guerre”, e “diffondiamo il male/per venderne la cura”), “Rimetto la maschera” sembra un classico della nostra migliore musica leggera, ed è inoltre una riflessione sulle maschere che mettiamo nella vita di tutti i giorni, “Amami” un’intima acustica dedica alla madre dai contenuti universali.
Colpisce la sua capacità di rendere semplici argomenti complessi, la versatilità della voce, a tratti vicina a quella di Alan Sorrenti, la sua forza morale. Fabio inoltre distribuisce “Io non mi fido di questo Mare” a mano, direttamente ai concerti, perché vuole vedere in faccia chi prende il suo cd. Musica a km zero da un originale busker.