La storia di Faith, una mostra e un fumetto

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste - News

Faith è una mostra sul tema della tratta sessuale, che si doveva svolgere presso Inferno Store, spazio espositivo della Roma alternativa, e che ovviamente per ora non si è potuta svolgere a causa del coronavirus. Faith è anche un (quasi) graphic novel creato per tale mostra. Ma non è solo questo.

Faith è anche l’incontro tra tre donne impegnate su vari fronti: l’avvocatessa romana Andreina Bochicchio, specializzata in diritto di immigrazione e asilo, esperta nell’identificazione e assistenza e messa in protezione di vittime di tratta a scopo sessuale, Marta Bianchi, giovane illustratrice e psicologa, Rossana Calbi, giornalista esperta d’arte, curatrice della mostra. Faith, soprattutto, è in primo luogo il nome di una persona, una donna protagonista di tutta la storia.

Andreina Bochicchio ha scritto l’intreccio, tra miseria e sopraffazione, bugie e violenze: la partenza dall’Africa di una ragazza minorenne , con la promessa di una vita migliore, in Europa. L’arrivo a Lampedusa e poi il trasferimento a Torino, dove viene costretta a prostituirsi. Un viaggio organizzato nei minimi dettagli dall’internazionale del crimine, che ha progettato tutto, anche come sfuggire ai controlli allo sbarco in Italia. Marta Bianchi ha disegnato la storia. Pennellate scure e dure, realiste, per rendere bene l’incubo, il tunnel nel quale è costretta Faith tra ricatti e stregoneria. Rossana Calbi ha messo insieme, materialmente e spiritualmente, il tutto. Per questo abbiamo chiesto a lei di parlarci del progetto.

Smemoranda: Come è nato e sviluppato Faith?
Collaboro con l’illustratrice Marta Bianchi da qualche anno, è una delle protagoniste del progetto collettivo Graphiste, la prima e unica mostra itinerante in Italia dedicata alle illustrazioni al femminile. Volevo realizzare un progetto in cui Marta potesse esprimere una sua ricerca personale, quindi semplicemente le ho proposto una mostra e le ho chiesto cosa volesse approfondire. Marta ci avrebbe dovuto pensare un po’, ovviamente, e poi ho scoperto quale fosse l’altro lavoro che la teneva impegnata. Sapevo che Marta fosse una psicologa e che, dopo gli studi e i primi lavori in quest’ambito, si fosse presa un periodo per approfondire quella che era la sua passione, l’illustrazione. Adesso Marta coniuga due aspetti lavorativi come illustratrice e psicologa. Ma non ero a conoscenza del fatto che Marta seguisse le vittime di tratta. Allora, per me non c’è stato margine di discussione: questo era l’argomento che avremmo dovuto trattare.

Perché questo titolo?
Faith è il nome della protagonista della storia e lo ha scelto Andreina Bochicchio, l’autrice del racconto. Ho conosciuto Andreina grazie a Marta, hanno lavorato assieme a lungo. Oltre alla passione per la scrittura, Andreina conosce benissimo Faith, le tante Faith, perché come avvocato lavora per la protezione delle vittime di sfruttamento sessuale. La scelta di Marta è stata perfetta. Andreina è una donna con una sensibilità notevole, che ha trattato l’argomento con la massima attenzione e soprattutto con il più grande rispetto. Il motivo principale per cui mi sono trovata bene in questa collaborazione è che “Faith” è ciò che vuole raccontare: una storia tremenda che ha in nuce una speranza; queste due donne, l’autrice e l’illustratrice, la vivono e la realizzano tutti i santi giorni, l’una come avvocato e l’altra come psicologa.

Coronavirus permettendo, pensate a una mostra itinerante per Faith?
“Faith” nasce come idea espositiva per Inferno Store, uno spazio che approfondisce le espressioni di cultura indipendente della Capitale, è stato pensato e calibrato per le pareti di una realtà che dedica tutta la sua ricerca alla cultura alternativa. Ma deve andare altrove, avevamo già preso contatti con alcuni festival, che sono saltati per il lockdown, e incrociamo le dita per una rassegna d’arte che curo con Viviana Cazzato in Puglia a Palazzo Risolo, in uno dei borghi più belli d’Italia: Specchia, nella provincia di Lecce. Il tutto si dovrebbe svolgere a settembre, speriamo che per quel periodo tutte e tre potremmo star lì con Viviana che ha già lavorato con Marta per la sua mostra “Le Fil Rouge” dello scorso anno e che non vede l’ora di accogliere Faith.

Altro da dichiarare?
Non ho già detto troppo? Il racconto è molto più breve di questa intervista!
Voglio solo aggiungere un grosso grazie a chi è arrivato fino alla fine.