La famiglia è dove c’è amore: torna la Sfatina sfata pregiudizi

di Redazione Smemoranda

La Sfatina sfata pregiudizi - Storie di Smemo

Dopo i migranti ci rubano il lavoro e altri pregiudizi e Non hanno voglia di lavorare, la Sfatina (super eroina disegnata da Maicol & Mirco) torna per sfatare i peggiori stereotipi di genere e i pregiudizi rivolti alla comunità LGBT, a pochi giorni dalla deposizione della legge contro l’omo e transfobia in Parlamento (30 giugno), che verrà discussa alla Camera il prossimo 27 luglio. Ad aiutare la Sfatina in questa impresa l’attrice comica e attivista Annagaia Marchioro, che spiega cosa fa di una famiglia una famiglia: l’amore!

sfatina

La famiglia è dove c’è amore

di Annagaia Marchioro

La famiglia basata sull’amore è un concetto contemporaneo, prima ci si sposava per convenienza familiare o per obbligo sociale, spesso non ci si conosceva neanche.

Mia nonna invece è una donna particolare, ha avuto tre mariti e dice che quello giusto deve ancora arrivare.  I miei genitori sono ancora più straordinari, si amano da tutta la vita anche se non si vogliono sposare. Mio zio invece è scapolo e proprio non ne vuole sapere.

Mia sorella frequenta due ragazzi contemporaneamente, perché è per il poliamore, e la mia migliore amica lascia il fidanzato ogni martedì, da dieci anni e poi il giovedì fanno la pace.

Io ho la storia più banale tra tutti: sono fidanzata con una ragazza e viviamo insieme. Abbiamo un gatto insieme che si chiama Ottavio, e un pesce rosso insieme che si chiama Ottavio. Sì lo so, hanno lo stesso nome, ma quando li chiami tra loro non si confondono.

Ci amiamo molto, parliamo di tutto e ci scambiamo i vestiti.

L’unico svantaggio è che quando si mette a dieta lei devo mettermi a dieta anch’io.

Spesso mi hanno chiesto chi tra due donne faccia il barbeque.

Io non lo so, forse quella con i capelli più corti, però potrebbe averli bruciati proprio facendo il barbecue.

Per fortuna noi il barbecue non lo abbiamo, non abbiamo neanche il giardino, per cui al momento sopravviviamo benissimo senza conoscerne la risposta.

Ho invece una domanda importante da fare a chi sostiene che le famiglie arcobaleno non esistono.

Scusate, ma se noi non esistiamo, chi è il proprietario delle tende del nostro salotto?

Come diceva Alan Bennet: “Ogni famiglia ha un segreto, ed il segreto è che non è come le altre famiglie”.

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Chi è Annagaia Marchioro

Sono un’attrice comica e attivista, lavoro sia in tv che a teatro. Ho fatto il vero coming out quando ho ammesso di usare tiktok, e mia mamma non lo ha ancora accettato. Lei è l’unica a chiamarmi sul telefono fisso di casa. E la cosa straordinaria è che il il telefono fisso io non ce l’ho, ma lei mi trova comunque.

LE PAROLE GIUSTE sulla diversità di genere 

di Anna Maria Caruso, Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Milano (in carica fino a giugno 2020)

«La diversità di genere è uno dei temi che più spaventano e dividono giovani e meno giovani. Il primo pregiudizio è che il genere è per sempre. Non sempre è così e la natura spesso gioca brutti scherzi e alla conformazione esteriore del proprio corpo non corrispondono gli organi interni e/o il corredo cromosomico. Il genere è fatto di immagine di sé e immagine che gli altri ci trasmettono e perciò si costruisce nel tempo.

Già nei primissimi contesti, in cui si svolge la socialità dei più piccoli, linguaggi educativi, attività motorie, diversità di colori, ripartizione di piccole incombenze, orientano verso una diversità di genere che va a comporre l’immagine di sé, che non sempre corrisponde ad altri input che provengono dalla propria sensibilità. L’adolescenza è il periodo dei dubbi e delle ambivalenze e la propria sensibilità fa fatica ad affermarsi rispetto all’immagine di sé che altri tendono ad accreditare. Se il dentro e il fuori coincidono, i giovani crescono serenamente ma se questo non accade, il percorso è lungo e la fatica è enorme: a volte riesce ad emergere solo con costi molto alti per l’individuo e per chi gli sta vicino. Nel corso dei secoli, la diversità è stata ritenuta un peccato, una violazione delle regole sociali del tempo, un’ occasione di libertà.

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La diversità di genere non va confusa con l’orientamento sessuale che può essere una naturale conseguenza della diversità ma può emergere anche dal lato più oscuro di ognuno di noi. Merita rispetto l’omoaffettività ma anche la curiosità nelle proprie scelte sessuali, quando queste scelte non costringono il partner a subire comportamenti non condivisi. L’omoaffettività spesso fa nascere famiglie, anche con figli: certo queste famiglie non sono composte da un papà e da una mamma, ma i sentimenti d’amore circolano tra i suoi componenti con la stessa intensità anche se richiedono maggiore consapevolezza.

Una signora si è rivolta all’Ufficio del Garante dell’Infanzia raccontando che, quando era un signore, si era sposato e aveva avuto una figlia. Aveva affrontato una serie di interventi chirurgici e seguito il percorso necessario per il cambio di identità. Chiedeva di essere consigliato su come riallacciare i rapporti con la propria figlia. Questa è solo una storia vera, con un grande carico di sofferenza per tutti ed è partita dalla determinazione di un uomo che voleva essere donna ma lo ha capito tardi».

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Illustrazione di Annalisa Grassano