Tra Hobbs e Shaw vince sempre Hobbs

di Michele R. Serra

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Tra Hobbs e Shaw vince sempre Hobbs

Il nuovo Fast & Furious non porta avanti la saga: per quello ci sarà il nono capitolo che arriverà nel 2020. Questo è uno spin-off, in cui la maggior parte del cast originale non è presente, a iniziare da Vin Diesel. Allora, prima di arrivare a capire cosa c’è dentro, torniamo indietro per capire come ci siamo arrivati.

Nel 2001, anno in cui è uscito il primo Fast & Furious, nessuno si sarebbe mai aspettato che questa saga sarebbe diventata così grossa. Nel primo film Toretto rubava le televisioni, adesso deve salvare il mondo da complotti terroristici su scala globale. Come minimo. Il primo film parlava di gare clandestine per le strade di Los Angeles, adesso siamo arrivati alle macchine che saltano da un grattacielo all’altro, agli elicotteri, ai sottomarini nucleari. Prima o poi lo shuttle arriva, è solo questione di tempo.

In questi diciotto anni non sono cresciuti solo i muscoli di Vin Diesel, ma anche gli incassi. Soprattutto gli incassi. Questa è la serie di film della Universal pictures che ha incassato di più nella storia della Universal pictures (che, per dire, produce anche 007): 5 miliardi di dollari. La situazione è esplosa tra il quarto e il quinto film della serie. Il quarto, Solo parti originali, è bruttino, ma capace di incassare quasi 400 milioni di dollari. Il quinto, Fast Five, è lo spartiacque. È quello che supera i 600 milioni di dollari di incasso, ma anche quello che – da qualsiasi parte lo giri – è un grande film. È grosso e stupido, certo, ma è un grande film di muscoli, esplosioni, spari. Dopo Fast Five è scattato qualcosa: Fast & Furious è diventata una serie di film da vedere, qualsiasi sia il tipo di cinema che vi piace.

Con il decollo verso le stelle del franchise nel 2011 arriva un’altra superstar di grande peso in tutti i sensi, e cioè Dwayne Johnson, The Rock. Negli ultimi dieci anni Fast & Furious diventa una delle cose più importanti del cinema americano, e contemporaneamente The Rock diventa l’attore più importante del cinema americano. Il più pagato di Hollywood di tutti i tempi, uno che guadagna 120 milioni all’anno. Ma non è solo questo. Il fatto è che The Rock è, tipo, il sogno americano: ha fondato una casa di produzione che si chiama 7 bucks, sette dollari, perché si ricorda di quando aveva vent’anni, aveva tentato una carriera nel football americano, ma era stato costretto a tornare a vivere con i genitori, licenziato dalla sua squadra e con sette dollari in tasca in totale. Dwayne rappresenta l’idea del self-made man a stelle e strisce, quello che parte povero e diventa multimilionario. E come? Facendo un sacco di palestra, fondamentalmente, che è un’altra idea molto americana. Ma c’è ancora di più: non ha mai avuto l’ombra di uno scandalo, ha una moglie, due figli, ed è un guru del pensiero positivo. Qualche tempo fa ha dovuto smentire che si sarebbe candidato alla carica di presidente degli Stati Uniti.

Dunque, arriviamo a oggi. A The Rock e Jason Statham, a Hobbs & Shaw. La presenza ingombrante di The Rock ha provocato prima la costruzione di questo spin-off, la cui uscita ha fatto slittare quella del nuovo Fast & Furious, il nono. Il che ha portato, pare, a qualche litigio dietro le quinte, prima tra The Rock e Vin Diesel e poi tra lo stesso The Rock e altri membri del cast, soprattutto Tyrese Gibson. Però a noi spettatori, di tutto questo interessa poco. A noi interessa solo che ogni Fast & Furious sia più veloce, grosso e stupido del precedente. E il problema è che, per la prima volta, in questo Hobbs & Shaw non succede.

Intendiamoci, i dialoghi sono stupidi, e l’azione è grossa. Però ti rimane sempre la sensazione che manchi qualcosa. A un certo punto agganciano un elicottero con un trenino di pickup e furgoncini, ma non riescono a superare le scene con i carrarmati, i sottomarini e tutto ciò che abbiamo visto negli altri film di Fast & Furious. Rimane tutto abbastanza già visto, abbastanza pilota automatico. Così come il rapporto, la chimica tra i due protagonisti che dovrebbe essere alla base del godimento del film. Ci sono anche cose buone, per carità: ad esempio il fatto che la protagonista femminile, interpretata da Vanessa Kirby, mena tanto quanto i due maschi. E anche se si trova in pericolo, in realtà è lei che salva i maschi, non il contrario. Questo è sempre bello. Altra cosa buona è lo scontro finale con una lunga sequenza di mazzate al rallentatore, che visivamente credo sia l’equivalente di un film di Mia Khalifa, per gli amanti del genere action. Però ci manca la scarica di adrenalina. E questo, per un film che ha Fast & Furious nel titolo, è un peccato grave.