Fast & Furious 7

di Michele R. Serra

Recensioni
Fast & Furious 7

Dice Vin Diesel che “questa volta il punto non è solo essere veloci”, e in effetti. Cioè.

Visto che si parla di Fast & Furious, ovvio che bisogna andare veloci, picchiare forte, fare esplodere qualche città. Anche nel settimo film della serie. Però è vero che c’è qualcosa di più a questo giro. Soprattutto perché la vita vera ha messo i bastoni tra le ruote della Dodge Charger guidata da Dominic Toretto.

Quando nel novembre del 2013 Paul Walker si è schiantato contro un palo di Santa Clarita, in California, mentre era a bordo della Porsche guidata da un amico, le cose sono cambiate molto, per Fast & Furious. La scomparsa improvvisa del co-protagonista, un volto fondamentale associato a questa saga che ha incassato quasi tre miliardi di dollari nel mondo, non è stata semplice da superare. Le riprese del settimo episodio, girato solo a metà, sono state completate anche grazie ai due fratelli minori di Paul, Caleb e Cody, che si sono prestati a fare da controfigure. Ma per farli assomigliare davvero al fratello sono serviti un bel po’ di effetti speciali: la faccia di Paul Walker è stata digitalmente incollata sui corpi dei suoi due familiari. Poi con qualche immagine tagliata da altri vecchi film della serie e un paio di altri artifici cinematografici, il film è stato portato a termine. E molti in America si sono chiesti: visto che siamo arrivati a questo punto, quanto tempo manca prima che qualcuno decida di fare un film con Marylin Monroe, o con Humphrey Bogart?

Ma torniamo a questo Fast & Furious 7 oltre Paul Walker. Ci sono altri cambiamenti, prima di tutti il regista. E siccome quello dei tre film precedenti, cioè Justin Lin, aveva messo in piedi alcune delle sequenze più esagerate mai viste in un film d’azione, molti erano preoccupati che il nuovo regista James Wan, creatore della saga di Saw – L’enigmista, non fosse all’altezza. Queste preoccupazioni sono infondate.

I giornalisti abitualmente celebrano registi e attori protagonisti, ma il cinema è un arte collettiva, frutto dal lavoro di molte persone. Nel caso di Fast & Furious, è davvero il caso di onorare in ogni modo Spiro Razatos. Non sentirete spesso il suo nome, ma è lo stunt coordinator del film, uno di quelli che hanno messo in piedi questo assurdo spettacolo che prevede tra l’altro una corsa a trecento all’ora dentro alcuni grattacieli di Abu Dhabi. Dentro.

Fast & furious 7 è, per i canoni della saga, un film riuscitissimo. Chi già detesta il tipo di cinema global-hollywoodiano che Vin Diesel, The Rock & Co. rappresentano al meglio – o al peggio, secondo l’opinione di ognuno – non troverà niente capace di farglicambiare idea.