Federico Basso: ero il concorrente perfetto del Milionario dello zio Gerry

di Giovanna Donini

News - Scuola

Fanno ridere migliaia di persone e riempiono i teatri. Li amiamo follemente perché sappiamo quanto sia difficile fare ridere e magari riflettere sulle cose che ci circondano, sulle cose che accadono a tutti noi, sulla politica, sulle sfighe, contro il potere. Li amiamo perché anche in questi giorni difficili (la quarantena, il coronavirus, le brutte notizie) loro riescono ad alleggerire le nostre giornate.

Sono i comici più importanti ed amati in Italia: ma chi erano, come andavano a scuola, che voti prendevano, quali prof odiavano o amavano, quante volte bigiavano scuola? Oggi intervisto Federico Basso, comico e autore televisivo italiano che ha condotto Zelig Off, prima con Teresa Mannino e poi con Davide Paniate, e che con i suoi straordinari monologhi ha dimostrato come lo stand up comedy americano sia arrivato in Italia (a Zelig) molto prima di quanto si pensi. Infine con I Boiler ha fatto parte del cast fisso di Zelig in onda, per anni, in prima serata su Canale5.

Federico-Basso

1. Che scuola hai fatto?
Sono un perito elettronico da 49/60: non riesco a progettare microchip rivoluzionari, ma sintonizzo in meno di un’ora il digitale terrestre di mia mamma. Non ho frequentato l’Università, ma la Scuola Civica di Cinema e Televisione a Milano, con specializzazione in Montaggio.

2. A scuola eri una da primo, da secondo o da ultimo banco?
Sono sempre stato il più alto della classe, quindi mi sedevo negli ultimi banchi per non eclissare la lavagna a qualche sventurato seduto dietro di me. Ho sempre sofferto della “sindrome di Garrone”.

3. La materia che amavi di più? E quella che odiavi di più?
Amavo l’italiano perché mi è sempre piaciuto scrivere. Studiavo molto inglese: da accanito cinefilo, volevo vedere i film in lingua originale. Detestavo elettronica e le materie troppo tecniche. A questo punto il lettore si sta ponendo la stessa domanda che mi ha accompagnato per cinque anni di superiori: perché, se prediligevi le materie classiche, hai scelto un istituto tecnico? Ai posteri l’ardua sentenza.

4. Nella tua vita da studente qual è stato l’anno peggiore? E il migliore?
Il peggiore la seconda superiore perché mi ha insegnato che la vita non sarebbe stata un film di cui si può prevedere la trama.
Il più bello l’ultimo, la quinta superiore: portava con sé la consapevolezza di un periodo che stava per finire e di uno nuovo che non vedevo l’ora potesse iniziare.

5. Eri uno che copiava o che passava?
Ero il concorrente perfetto del Milionario dello zio Gerry: buona preparazione di base, molta dedizione allo studio, ma affrontavo più sereno le prove mattutine grazie alla consapevolezza di potermi avvalere dell’aiuto del pubblico presente in aula o della chiamata al vicino di banco.

6. C’è un prof che è entrato spudoratamente nel tuo cuore? E uno o una che ti ha fatto molto male?
Sarò eternamente grato al professore d’italiano delle medie, Franco Nicoletti. Mi ha insegnato quanto sia importante “leggere, leggere, leggere”, ponendo allora le solide basi su cui ho costruito il mio attuale lavoro. Mi considero fortunato perché non ho nessun insegnante da segnare nella colonna dei “cattivi”: da ognuno di loro ho imparato qualcosa e li ricordo con affetto.

7. Quando eri tra i banchi di scuola sapevi già che avresti fatto il comico di mestiere? Se no, che mestiere sognavi di fare?
Non ho mai pensato di fare il comico di mestiere. Ho cominciato ad accarezzare l’idea solo alla fine dello scorso millennio (“nel 1997” aveva un suono meno letterario)

8. Chi è il compagno di scuola che non dimenticherai mai?
Con Gengi ho trascorso molti anni, Fabio mi ha trasmesso la passione per la bicicletta, Luigi mi ha sempre fatto ridere e Marco non ha mai passato durante il compito in classe

9. Come sono secondo te gli studenti di oggi?
Sono molto svegli e fortunati: hanno a disposizione strumenti che noi vedevamo solo nelle illustrazioni dei libri di fantascienza. Sono certo sapranno farne buon uso.

10. Cosa stai portando in scena oggi?
Conduco le serate del Laboratorio artistico di Zelig con il mio amico Davide Paniate

11. Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che affronteranno questo periodo difficile chiusi in casa?
Avete un’occasione unica che, mi auguro, non capiterà più nella vostra vita. Studiate, siate curiosi, riflettete e non abbiate paura della noia: spesso è un passo di avvicinamento importante alla creatività.

12. Com’è stata la tua maturità?
L’altro giorno ho visto un film in cui i due protagonisti volevano battere il record di altitudine in volo con una mongolfiera e cominciavano a gettare sacchi di zavorra per salire sempre più in alto. Quella è stata la mia maturità.

13. Il verbo bigiare ti dice qualcosa? Quale verbo si usava dalle tue parti per dire quando saltavi scuola di nascosto? E tu eri uno che lo faceva spesso?
In Piemonte si dice “tagliare”. Ho tagliato una sola volta nella mia vita per evitare un’interrogazione. Lo confesso serenamente perché mia mamma non legge Smemoranda.

14. Che voto ti dai per tutto quello che hai fatto, fai e farai?
Sono molto soddisfatto, mi chiamo Federico e amo il cinema: il mio voto non può che essere “8 e mezzo”.

 

Leggi anche:

Davide Paniate: il mio prof preferito? Quello di educazione tecnica

Cinzia Marseglia: in quinta liceo mi hanno pure sospeso

Leonardo Manera: l’anno migliore? La seconda liceo

Giuseppe Giacobazzi: della scuola non dimenticherò mai le ragazze

Antonio Ornano: al liceo classico ho imparato soprattutto a copiare

Debora Villa: a scuola ne combinavo di tutti i colori

Germano Lanzoni: comico mio malgrado, sognavo di fare il veterinario