Feminist Art

di Caterina Balducci

Recensioni

Ci sono libri che viene voglia di sfogliare partendo dalla fine: per scoprirne curiosità, dediche, lunghezza e a volte anche per dare una sbirciatina al finale, cosa molto sconsigliabile in caso di colpi di scena.

Al di là dei gusti (e delle piccole perversioni) di ogni lettore, nelle ultime pagine di questa dirompente graphic novel ho trovato delle considerazioni che ce la fanno leggere con un’altra lente. Cosa viene detto? In soldoni, che anche i movimenti per i diritti civili di questi anni e di questi mesi (uno su tutti, quello del Black Lives Matter) hanno a che fare con quelli che li hanno preceduti.

Molte delle più importanti battaglie in corso (come quelle antirazziste e per la parità di genere) hanno visto la loro nascita nel secolo scorso grazie ad attivisti che hanno preparato il terreno, le piazze e le coscienze di oggi. È – quindi – anche grazie alle biografie, alle performance e alle voci fuori dal coro delle protagoniste di queste pagine se certi temi oggi non possono più essere ignorati.

Facciamo ordine e torniamo all’inizio di questo libro: scopriamo – scritte dall’insegnante Valentina Grande e illustrate dalla disegnatrice Eva Rossetti – le storie di artiste che, dalla seconda metà del ‘900, hanno cambiato il corso del mondo dell’arte, a partire dagli Stati Uniti. Non importa se già le conosciamo o se è la prima volta che le sentiamo nominare: il bisogno di googlare le loro opere o le loro contestazioni sarà comunque immediato.

 

Prendiamo, per esempio, Faith Ringgold. Nata ad Harlem nel ‘29, la sua è una battaglia doppia, cioè femminista e antirazzista, che la porta a rivendicare più spazio nei musei alle artiste nere. Nel 1970 il suo attivismo le procura anche una reclusione in prigione… Le sue opere più famose sono i “narrative quilt”, in omaggio ai pezzi di coperte che le schiave cucivano per i loro padroni bianchi: le donne cucivano e si raccontavano storie. L’omaggio di Faith è innanzitutto a Aunt Jemina, una stereotipata donna nera, la tipica “mamy” del Sud, impressa sul preparato per pancake più famoso d’America. Faith vuole liberare Aunt Jemina da quella gabbia consumista e piena di pregiudizi e riscattarla con una nuova immagine combattiva e ironica.

Ci sono poi le Guerrilla Girls, il collettivo mondiale che si batte per i diritti umani di ogni persona e di ogni genere: perché gorilla? Per avere una maschera, irriverente: anche una certa Frida Kahlo ne ha fatto parte…

Capito? Ogni pagina, ogni disegno e ogni citazione di questo graphic apre curiosità, ispira e chiarisce dubbi, per esempio: “ma la vostra realizzazione dipende dall’avere o meno un ragazzo? La vita può essere piena di significato… con o senza”. Lo assicura Judy Chicago, pioniera del movimento delle feminist art. E c’è da crederle.

Dal libro Feminist Art di Valentina Grande ed Eva Rossetti