Tre film per capire #BlackLivesMatter

di Michele R. Serra

Attualità - News

È ormai qualche settimana che il flusso di notizie che ci passa davanti agli occhi ogni giorno è dominato dal movimento Black Lives Matter. E nonostante stia diventando sempre più globale, la verità è che per molti non è facile mettersi nei panni degli afroamericani che vivono negli Stati Uniti. Mica per una questione di volontà: se non ci vivi, dentro una situazione, è ovvio che non puoi sapere esattamente cosa vuol dire.

Però Hollywood può aiutarci. Negli ultimi anni, sono tanti i film che hanno raccontato cosa sono le discriminazioni razziali negli Stati Uniti, la violenza della polizia, le angosce e la rabbia della comunità nera. È successo dal 2014 in poi proprio perché è arrivato il movimento Black Lives Matter. Hollywood – come spesso succede – ha raccolto questo spunto, l’ha amplificato e in molti casi semplificato, perché è difficile raccontare in due ore di film argomenti così complicati. Però questi film possono essere un punto di partenza, per comprendere qualcosa in più. Almeno per noi, che geograficamente e spesso socialmente siamo lontani. E allora eccone tre – diretti da registi afroamericani – che ci possono aiutare a capire meglio #BlackLivesMatter.

1) Il coraggio della verità

Il coraggio della verità di George Tillman Jr. racconta le conseguenze della violenza della polizia sulla vita di una ragazza. Ma lo fa dentro un contesto da teen movie – non dico Beverly Hills 90210, ma quasi. È un film che dimostra che i film che parlano di questi argomenti non sono solo film “da festival”, non sono solo film impegnati, non sono solo film di Spike Lee. Possono essere film cosiddetti “per ragazzi”. Cosiddetti, appunto.

2) Queen & Slim

Queen & Slim è di Melina Matsoukas, che è una regista famosa soprattutto per i suoi video per Rihanna, Lady Gaga e soprattutto Beyoncé. E qui mette insieme una storia in cui due ragazzi sono costretti alla fuga, e loro malgrado devono trasformarsi in Bonnie e Clyde della situazione. È un film splendido dal punto di vista estetico, che racconta soprattutto un’avventura, e non si preoccupa tutto il tempo di cacciarti per forza in gola un messaggio. Con il risultato che il messaggio diventa ancora più chiaro.

3) Se la strada potesse parlare

Se la strada potesse parlare è di Barry Jenkins, già premio Oscar per Moonlight (nel famoso anno della busta sbagliata). Qui non siamo nel presente, ma Barry Jenkins ci porta dentro le case e nelle strade di un luogo e un tempo ben preciso, Harlem negli anni Settanta. E ogni scena è piena di particolari, le marche, le cose che mangiano i personaggi, le sigarette che fumano, tutto super preciso. Quindi nonostante il film sia molto hollywoodiano, e anche un po’ retorico, rimane incredibilmente vero ai nostri occhi. E fa capire che se essere liberi significa davvero non avere paura, gli afroamericani sono prigionieri di una paura ingiusta da molto tempo.