Flowers Festival

di La Redazione

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Flowers Festival

In quello che fu il Cortile della Lavanderia del Manicomio di Collegno, in provincia di Torino, nasce Flowers Festival, per rievocare i grandi spettacoli di teatro e musica cha a partire dagli anni ottanta (momento dell’abbattimento delle mura manicomiali) fino ai primi duemila, hanno contribuito al rinnovamento di spazi meravigliosi come quello proprio dell’Ex Manicomio di Collegno.

Flowers Festival riparte da lì, da quello stesso bisogno di condivisione e apertura. E naturalmente dalla musica bella. Si presenta da subito come festival di livello nazionale, ospitando due artisti/manifesto come Patti Smith e Goran Bregovic. E poi Caparezza, Africa Unite, Marlene Kuntz, Max Gazzé, Modena City Ramblers. E ancora nomi internazionali dai suoni caldi come Chinese Man (Fra), Groundation (Usa), Dubioza Kolektiv (Ser), Dubfx (Aus), Bonobo (Uk), star dell’elettronica divertente come DJs From Mars e DJ Shantel (Slo). Poi uno spazio ai suoni hip hop di Salmo, Gemitaiz & Madman, Clementino, il nuovo reggae italiano dei Mellow Mood, gli alfieri dello swing Sweet Life Society e Bandakadabra. Infine il meglio della musica indipendente italiana: Tre Allegri Ragazzi Morti, Orchestrina di Molto Agevole, Aucan, Godblesscomputers, Management del Dolore Postoperatorio, Lo Stato Sociale con Magellano.

Prezzi di biglietto popolari, compresi tra i 5 e i 25 euro.

La condivisione è alla base dello spirito del neonato festival: infatti, se la progettazione dello stesso è opera dell’Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour, l’esperienza che ha creato negli anni i principali festival piemontesi (Traffic, Pellerossa, Extrafestival per citarne alcuni), la stessa viene aperta a molte collaborazioni: dalla discografica rap BM Records alla principale agenzia della scena alternativa italiana BPM; dai collettivi artistici di Partycillina e Sweet Life Society a quelli etici di Slow Food International.

Quindi tutti al manicomio. Per stare bene, però.