Dalle formiche al Formichetti per ridere 7820 volte

di Giovanna Donini

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Dalle formiche al Formichetti per ridere 7820 volte

Certi libri mi hanno cambiato la vita e uno di questi di sicuro è “Anche Le Formiche nel loro Piccolo S’Incazzano” di Gino&Michele.
Era il 1991. Era una ragazzina spettinata e abbastanza fancazzista, scrivevo sempre, era la mia fortuna. Quando mi perdevo, quando mi innamoravo, quando sognavo, quando stavo male, io scrivevo sempre. Ma non sapevo ancora cosa avrei fatto da grande, a parte scrivere.
Era il 1991. Ero entrata nella mia libreria preferita, sotto i portici, in Calmaggiore, a Treviso. Ero fancazzista sì, ma molto curiosa e leggevo di tutto, quindi mi è capitato tra le mani “Anche Le Formiche nel loro Piccolo S’Incazzano” di Gino&Michele.

Era un libro edito da Einaudi che raccoglieva battute. Le prime due erano queste:

1. Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese: «Ma tu credi in Dio?», lui rispose: «Be’, credere è una parola grossa. Diciamo che lo stimo» (Walter Fontana)

2. Il leone e il vitello giaceranno insieme, ma il vitello dormirà ben poco (Woody Allen)

Mi sono innamorata. Follemente. Immediatamente. Di Gino&Michele che avevano avuto l’idea con Matteo Molinari di fare questa raccolta. Allora, in quel momento, ho voluto scoprire e capire meglio chi erano questi due che sembravano uno ma appunto erano due. E così ho scoperto che erano due amici milanesi che si erano conosciuti negli anni sessanta e che avevano in comune la passione per la comicità e per questa ragione erano diventati autori satirici e comici.

Per la radio, anzi per Radio Popolare con tante trasmissioni satiriche tra cui Passati col rosso, Do you remember sixty eight e L’orecchio. Per quest’ultima avevano scritto con Enzo Jannacci anche la sigla che divenne un successo dal titolo “Ci vuole orecchio“.
Per la tv chiamati come autori da Antonio Ricci, Drive-In dal 1985 al 1988. Poi per scrivere con Zuzzurro e Gaspare, Emilio. Dopo di che Vicini di Casa, Scatafascio e Su la Testa con Paolo Rossi e Comici con Serena Dandini.
Per il teatro co-firmando con Gabriele Salvatores per il Teatro dell’Elfo Comedians ed Eldorado (1985-1986). E poi per scrivere i successi teatrali di Paolo Rossi, tra cui Chiamatemi Kowalski, C’è quel che c’è, Operaccia romantica. E in seguito anche per firmare gli spettacoli di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Per l’editoria per scrivere libri di satira e di narrativa tra cui il mio preferito Saigon era Disneyland in confronto.Poi ho scoperto che Gino&Michele erano con Nico Colonna anche i direttori della mitica Smemoranda.

Insomma Gino & Michele erano due autori immensi che ci raccontavano l’Italia a colpi di battute, “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano” me li aveva fatti trovare e leggendoli avevo capito dove volevo andare con la scrittura. Così, quando nel 1997 ho scoperto che gli autori e ideatori con Giancarlo Bozzo, di Zelig erano loro, ho pensato che avrei fatto di tutto per conoscerli. Così è successo. E dopo anni di gavetta su e giù dal palco, per poi decidere definitivamente di stare dietro le quinte, nel 2006 sono entrata come autrice a Zelig e lo stesso anno sono entrata anche a far parte della redazione di Smemoranda. Scrivevo per loro che erano i miei maestri che mi hanno quindi permesso di realizzare un sogno partito materialmente, me ne rendo conto solo ora, nel 1991 quando mi capitò tra le mani quel libricino pieno di battute.

È il 2019. Non sono più una ragazzina ma sono ancora abbastanza spettinata. Non sono più una fancazzista, scrivo sempre, è la mia fortuna. Quando mi perdo, quando mi innamoro, quando sogno, quando sto male, scrivo sempre. E adesso che sono diventata grande il mio lavoro è fare l’autrice comica.

In questo momento sto sfogliando il Formichetti di Gino&Michele. “Da trent’anni la più nota e apprezzata raccolta di battute, enciclopedica nel rigore umoristico e nella quantità di facezie, efficace, divertente e con ampio parcheggio”.
Dentro ci sono 7820 battute dal 1990 al 2020.
Dentro ci sono gli autori comici consapevoli e inconsapevoli più fighi del mondo.

Anche se è stato difficilissimo scegliere, le mie cinque battute preferite sono:
1697 – Bisogna tenersi in forma. Mia nonna, all’età di sessant’anni, ha cominciato a farsi 5 miglia a piedi ogni giorno. Adesso ha 97 anni e non sappiamo dove sia finita (Ellen DeGeneris)
6394 – Che differenza c’è tra una donna e un gay? Per far piacere ad una donna devi trovare il G, per fare felice un gay devi trovare il punto D&G (Lucio Wilson)
3297 – “oh mio Dio, lei ha una magnifica pelliccia! Davvero una splendida pelliccia…E magari da qualche parte c’è un branco di animali che si sta dicendo: “Cazzo, che freddo!” (Robin Williams)
7095 – A Palermo per ogni passeggero atterrato ci sono almeno dodici parenti che lo aspettano: nonna, nonno, zie, nipotine… che alla fine quelli che è appena arrivato in macchina non ci sta e si deve prendere il taxi (Teresa Mannino)
1570 – Come diceva Zarathustra, nella vita, che tu cammini e ti muovi, o ti siedi e aspetti, prima o poi uno stronzo lo incontri (Paolo Rossi)

Il Formichetti di Gino&Michele lo trovate in libreria. Io spero che, esattamente come è successo a me, a qualcuno capiti tra le mani e gli cambi la vita. O magari semplicemente lo faccia ridere in un momento di noia e tristezza, oppure in un momento di allegria e spensieratezza, perché questo libro qui va bene sempre.

Grazie ancora Maestri e scusate se chiudo questo pezzo con un mia battuta e non con una delle vostre, ma voi, tra le tante cose, mi avete insegnato anche che un comico non esce mai dalla scena lasciando spazio agli altri e chiude sempre con una sua battuta.
5922 – Ricerche Scientifiche recenti ci dimostrano che una percentuale altissima di uomini durante il rapporto sessuale dura al massimo tre minuti. Anche un pezzo comico televisivo dura in media tre minuti. In entrambi i casi è quasi certa la risata (Giovanna Donini)

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