Francis Recensione

di L'Alligatore

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Francis – Recensione

 

Comunque lo giri questo libro è una sorpresa. A vederlo, il tasso buffone dell’albo a fumetti francese, sembrerebbe un animaletto simpatico, spensierato. Invece no: Francis è un tasso cinico e spietato, un duro come le storie in cui è invischiato.

Brevi episodi che si concludono in una tavola di sei vignette, classico bianco e nero, con altri animali protagonisti accanto a Francis. Buffone sì, ma capace di cose terribili, stile Joe Pesci in Quei bravi ragazzi: droga, violenza, guerra e meschinità, figli abbandonati, amici traditi. Francis ne esce sempre vivo, saltellando per la campagna: ogni avventura inizia con il grido di battaglia “hop” (quasi come la casa editrice). Una vera canaglia.
Un fumetto adulto, quindi, forte, non per bambini. L’ho letto velocemente in uno squarcio di pomeriggio con pioggia battente e temporalone, ma non sono riuscito a staccare per un momento gli occhi dalla 48 paginette. Volevo vedere dove poteva spingersi Francis, quali bassezze – umane – potesse toccare.

Umorismo nero a piene mani, per la coppia di autori francesi Jake Raynal (sceneggiatore) e Claire Bouilhac (illustratrice), finalmente in Italia a quasi dieci anni dall’uscita originale: rimane più che attuale ancora oggi. In Francia il successo di Francis è stato inarrestabile: già cinque volumi in libreria, il sesto in arrivo, critiche e perfino disquisizioni filosofiche (come solo oltralpe sanno fare).

L’Editore Hop! colma ora la lacuna per il nostro paese, lanciando con “Francis – tasso buffone” la nuova collana La vie en noir. Molto noir, in effetti…