Freaky è uno spassoso splatter

di Michele R. Serra

Recensioni

Casa libera, 2 ragazzi e 2 ragazze, qualche birra, chiacchiere intorno al fuoco… la situazione è abbastanza classica. Come va a finire, dipende da che genere di film è. E Freaky è un film horror. Quindi va a finire male.

Però dai, facciamo i precisi: Freaky non è solo un horror, è uno slasher, uno di quei film dove c’è un pazzo omicida che ammazza tutti quanti in modi estremamente fantasiosi, ma lo fa con più gusto se le sue vittime designate sono adolescenti americani. Le regole del gioco, da Venerdì 13 in poi, sono molto chiare. Ma facciamo ancora un passo in avanti. Negli ultimi 20, 25 anni gli horror hanno fatto un passo in più: sono nati gli horror che sanno di essere horror, che conoscono le regole cinematografiche di questo genere, e ci giocano, anche in modo ironico. Sono i meta-horror.

Quindi, riassumendo: Freaky è un horror, è meta, è slasher, è un meta slasher. Ma è ancora un’altra cosa. È una commedia. Una commedia magica in cui due persone si scambiano un corpo. Avete presente Nei panni di una bionda, quel film fine anni Ottanta di Blake Edwards in cui un pubblicitario sciupafemmine viene trasformato, appunto, in una bellissima ragazza? Ecco, qui è la stessa cosa, però il maschio è un serial killer. Sempre meglio di un pubblicitario, certo.

Una commedia splatter?

Riassumiamo ancora: Nei panni di una bionda + Venerdì 13, = Freaky. Se vi sembra abbastanza stupido, lo è. Però è anche estremamente riuscito.

Il fatto è che questa storia è opera degli specialisti della Blumhouse, che da una ventina d’anni ci stanno intrattenendo con una serie di film che costano relativamente poco per gli standard hollywoodiani e incassano tanto. Giustamente, perché fanno quello che il cinema americano sa fare meglio, e cioè divertire. Anche Freaky è molto divertente, una commedia adolescenziale molto ben scritta, che a tratti diventa perfino toccante. E proprio quando pensi che stia per diventare un film normale, arrivano gli squartamenti. Per fortuna.