Sogni di rock’n’roll (a fumetti) con Ligabue

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste

Ligabue è un mito rock nostrano, che ben conosciamo. Io personalmente l’ho visto nascere, ho i suoi primissimi dischi in vinile e anche per questo mi ha colpito molto la biografia a fumetti uscita per BeccoGiallo. Scritta da Nicholas Ciuferri, che già conoscevo per il bellissimo “Maledetti Cantautori”, disegnata da Simon Panella, giovane disegnatore di talento, Ligabue – Sogni di rock’n’roll è una graphic novel che ripercorre i primi anni del Liga.


Un Luciano Ligabue ancora non famosissimo, pieno di entusiasmo e voglia di emergere, però con ancora dei dubbi sul suo futuro. Quando erano ancora “sogni di rock’n’roll” come da sottotitolo ispirato a una sua famosa canzone. Il ritratto che ne esce è scanzonato, leggero come un cartoon (mi ha fatto venire in mente Lupin III), molto simpatico. Tutto attorno ci sono personaggi resi mitici dalle sue canzoni, tipo il barista del Bar Mario che assomiglia a Guccini, c’è poi lo scrittore Tondelli di Correggio come lui, un giovane Max Collini, un giovane Vinicio Capossela…


Bello il momento quando scrive “Non è tempo per noi”, la mia sua canzone preferita, belli i colori e il segno grafico netto. Copertina di Roby Il Pettirosso, con il suo classico stile fiabesco, introduzione di Federico Poggipollini, che ben conosce Luciano Ligabue. Di questo e molto altro ne abbiamo parlato con Nicholas Ciuferri, autore di soggetto e sceneggiatura del libro.

L’intervista a Nicholas Ciuferri

Come mai un libro su Ligabue oggi?
Per una serie di eventi fortuiti, il direttore editoriale di BeccoGiallo mi ha chiesto se volessi scrivere il soggetto (e poi qualora fosse piaciuto a Ligabue, anche la sceneggiatura) di una graphic novel sul periodo riguardante le sue origini fino a “Buon Compleanno Elvis”.
Ligabue è un cantautore rock che ha raccontato moltissime storie in cui molti si sono riconosciuti, è riuscito a parlare un linguaggio universale e da un punto musicale ha portato in Italia un genere che mancava e lo ha reso di massa.
C’è poi un messaggio di fondo, un “provaci con tutto te stesso”, lui non è un predestinato ma un uomo con delle qualità e tanta perseveranza; questo è in un periodo in cui regna la disillusione è giusto conoscere e raccontare la storia di un working class hero perché la perseveranza è una qualità troppo sottovalutata ultimamente.

“Ligabue – Sogni di rock’n’roll” è il titolo completo. Sembrano sogni molto concreti.
All’inizio il titolo doveva essere “Ligabue. E non è obbligatorio essere eroi” ma in extremis è stato cambiato. Il titolo originale giocava con il nome che Ligabue voleva dare al primo album ed era piuttosto coerente con la scelta narrativa, ma alla fine c’è anche una linea onirica che si svolge per tutto l’arco della storia, oltre alla ricerca continua della realizzazione del proprio sogno.
Alla fine questi sogni diventano realtà, c’è bisogno di positività, di vedere che le difficoltà si possono superare brillantemente.

Per documentarti cosa hai utilizzato maggiormente? Libri? Web? Altro?
C’è una nutrita bibliografia su Ligabue (che adesso occupa una sezione della mia libreria), alcuni libri mi sono stati particolarmente utili, inoltre sul web c’è una grandissima quantità di materiale, soprattutto le interviste sono state fondamentali.

Nel libro c’è il Ligabue dei primi dischi. Perché? … è previsto un volume n.2?
L’idea originale era quella di coprire l’arco biografico dei primi album, per la seconda domanda bisogna chiedere a BeccoGiallo (non si vede, ma sto facendo l’occhiolino…)