G-Force Superspie in missione

di Michele R. Serra

Recensioni
G-Force – Superspie in missione

Certo, i buchi nel soggetto e nella sceneggiatura sono evidenti. Voragini, verrebbe da dire: l’idea di un film in cui le sorti del mondo vengono messe in mano a un gruppo di roditori non era poi male, poteva essere sviluppata molto meglio. Meglio di un mucchio di scene d’azione buttate sullo schermo senza criterio, almeno.
Certo, siamo ancora dalle parti della comicità fondata su scontatissime, abusatissime citazioni di cultura pop: quanti riferimenti ad Apocalypse Now e Scarface abbiamo visto? Forse troppi.
Certo, l’incrocio pericoloso tra la Disney e il produttore Jerry Bruckheimer (Flashdance! Top gun! Armageddon! Bad Boys! Pirati dei Caraibi!) finisce come facilmente si poteva pronosticar: in un baraccone chiassoso e inconcludente, che grida “Guardami! Guardami!” al suo pubblico d’elezione composto da under 10.

Però, non si può negare che G-Force: Superspie in missione abbia qualche qualità, almeno come prodotto di consumo. Il regista Hoyt Yeatman sarà pure al suo esordio dietro la macchina da presa, ma la sua esperienza nel campo degli effetti speciali (Pirati dei Caraibi, anche lui) lo rende davvero abile nella gestione della computer grafica. I piccoli roditori protagonisti del film sono davvero realistici, espressivi e si integrano bene con gli ambienti e gli attori in carne e ossa. Molto ben riusciti anche gli effetti tridimensionali, molto stabili e spesso davvero immersivi.

L’inevitabile messaggio positivo (la famiglia è la cosa più importante, ognuno ha qualcosa che lo rende speciale… conoscete la solfa, no?) non riuscirà a rovinare troppo il divertimento degli spettatori più piccoli.

In fondo, l’importante è che piaccia a loro. E su questo, ci possiamo scommettere. Portateci i vostri fratellini!