Genova: a scuola un anno dopo l’alluvione

di La Redazione

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Genova: a scuola un anno dopo l’alluvione

Genova, lo scrive Giorgio Caproni è umana, presente, partigiana. Anche Don Gallo, il prete da marciapiede, ce lo ripete spesso: “Non siate mai indifferenti, siate partigiani!“. Sarà per questo che a Genova dopo l’alluvione del 4 novembre 2011 è nata una cosa bellissima. È  L’arca del pensiero e del movimento, il progetto della Comunità di San Benedetto al Porto inaugurato proprio in questi giorni a un anno dalla tragedia: uno spazio dedicato ai bambini della scuola Giovanni XXIII, spazzata via dalla furia dell’acqua. La stessa furia che ha ucciso Gioia, una bambina di 8 anni, insieme alla sorellina Janissa e alla mamma Shpresa, che alla Giovanni XXIII frequentava la terza elementare. La Comunità San Benedetto al Porto di Genova si è subito rimboccata le maniche insieme agli angeli del fango partendo proprio dalla scuola come spazio pubblico e bene comune, un ponte con il quartiere che andava ricostruito il prima possibile. Così, in collaborazione con lo Studio di architettura e design Laboratorio16 nasce l’Arca del pensiero: una casa che galleggia anche in acque difficili, un luogo vivo e accogliente per i bambini in grado di contenere molteplici attività che stimolano il dialogo, la creatività, l’emozione e il pensiero.

Insomma, un posto speciale, progettato per potersi sentire a casa: un ambiente ecologicamente pensato, costruito con materiali ecosostenibili e basato sui principi della psicomotricità, che poi significa fare esperienza e di riflettere sul mondo attraverso il movimento del corpo unito alla mente e alle emozioni.


In tanti hanno dato una mano: famiglie, insegnanti e abitanti del quartiere. Perché, come ci dice Don Gallo:La più grande felicità è veder nascere i bambini, rappresentano la speranza che continua. E che la vita è più forte della paura e dell’orrore”. I bambini sono i più partigiani di tutti.