Germano Lanzoni: a scuola comico mio malgrado, sognavo di fare il veterinario

di Giovanna Donini

Le Smemo Interviste - News - Scuola
Germano Lanzoni: a scuola comico mio malgrado, sognavo di fare il veterinario

 

Oggi sono attori comici e fanno divertire il pubblico a colpi di gag e battute.  Oggi fanno ridere migliaia di persone e riempiono i teatri. Oggi li amiamo follemente perché sappiamo quanto sia difficile fare ridere e magari riflettere sulle cose che ci circondano, sulle cose che accadono a tutti noi, sulla politica, sulle sfighe, contro il potere.  Oggi sono i comici più importanti ed amati in Italia, ma ieri chi erano, come andavano a scuola, che voti prendevano, quali prof odiavano o amavano, quante volte bigiavano scuola? Con Smemoranda ho deciso di intervistare i comici più amati d’Italia e fare un salto nel passato per raccontarci che studenti erano.

Oggi intervistiamo Germano Lanzoni, amico di Smemo, un comunicatore contemporaneo, l’ironia e il ritmo sono il suo linguaggio preferito. È un artista versatile, autore, attore, dj. Crea e trasforma ciò che vive in testi. Diplomato alla scuola di recitazione Arsenale di Milano con Marina Spreafico, è noto al pubblico per essere voce e volto del Milanese Imbruttito. Germano Lanzoni è in scena proprio in questi giorni con il suo nuovo spettacolo “Ci aggiorniamo! Dipendenze croniche” che va decisamente oltre l’imbruttito dove ci dimostra come e perché siamo così dipendenti da tutto.

A scuola eri uno da primo, secondo o ultimo banco? 

Corridoio.

La materia che amavi di più? E quella che odiavi di più? 

Storia. Odiavo inglese, l’insegnante di più.

Nella tua vita da studente, qual è stato l’anno peggiore? E il migliore?

Il peggiore è stata la quarta liceo scientifico, rimandato in due materie. Il migliore la prima scientifico: la promozione è stata una grande sorpresa. Per me per primo.

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Germano Lanzone a scuola

Eri uno che copiava o uno che passava? 

Ero uno che copiava e poi passava.

C’è un prof oppure una prof che è entrato spudoratamente nel tuo cuore?

Professoressa di italiano. Si chiamava Manzoni. Mi ha insegnato l’educazione civica, prima della letteratura.

Quando eri tra i banchi di scuola sapevi già che avresti fatto il comico di mestiere? Se no, che mestiere sognavi di fare? 

Facevo già ridere i miei compagni, e anche i professori, durante le interrogazioni. Ero un comico mio malgrado. Ma sognavo di fare il veterinario.

Chi è il compagno di scuola che non dimenticherai mai? 

Massimo Martini. Era il più generoso tra i secchioni.

Come sono secondo te gli studenti di oggi? 

Sono fortunati. Perché sono ancora studenti.

Cosa stai portando in scena oggi? Di che parla il tuo spettacolo? 

Quest’anno sarò in tournée per raccontare delle debolezze dell’uomo moderno e riprendere la tradizione del teatro canzone, con Ci aggiorniamo! Dipendenze croniche di massa scritto con Walter Leonardi e prodotto da Buster, in scena in compagnia della chitarra di Orazio Attanasio.

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Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che affronteranno la maturità 2020? 

Di essere curiosi davvero. Non studiare per il voto ma di attivare la curiosità per i singoli argomenti consapevoli che quello che studiano gli servirà nella vita.

Che voto ti dai per tutto quello che hai fatto, fai e farai? 

Per quello che ho fatto quando ero studente mi do 60/100 (io presi 36/60 all’epoca). Per quello che ho fatto dopo mi do un bel 83/100 (esattamente l’autobus che mi portava al liceo). Per quello che farò in futuro ambisco almeno ad un 90/91 (oltre la circonvallazione non vado comunque). La lode te la devono dare gli altri. Del resto come diceva il grande Dogui: “Non sono perfetto, ma sono di Milano. Che è quasi uguale”.