Ghost of Tsushima: una storia vera?

di Redazione Smemoranda

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Ghost of Tsushima, la nuova esclusiva Playstation uscita oggi, ha attivato le ghiandole salivari dei gamer di mezzo mondo con il più classico effetto cane-di-Pavlov. Perchè ovviamente l’ambientazione nel Giappone dei samurai inevitabilmente ci fa drizzare le orecchie. Attenzione però: stiamo parlando di un gioco sul Giappone medievale, ma realizzato da uno studio di sviluppo americano, visto che il gioco è prodotto da Sucker Punch. Quindi uno ha sempre paura che vada a finire tipo L’ultimo samurai con Tom Cruise.

(Piccola parentesi: quanto faceva schifo quel film? Era l’esatto esempio di quello che acacde quando arrivano gli americani e cercano di raccontare una cultura che non gli appartiene. Succede che il risultato potrebbe non essere dei migliori). Andiamo avanti.
Sucker Punch da questo punto di vista sembra aver fatto un lavoro quantomeno decente, nel senso che non c’è grande aderenza alla realtà storica, ma tutta la vicenda è un bel fumettone che – pur con tutti i suoi limiti, non stiamo parlando di un capolavoro dal punto di vista della scrittura – sta in piedi. Andiamo a vedere più nel dettaglio cosa c’è di vero, però.

La storia dietro Ghost of Tsushima

La storia di Ghost of Tsushima inizia nel 1274, quando i mongoli invadono l’isola giapponese di Tsushima. Allora, coordinate storiche: in quel momento l’impero mongolo è uno degli imperi più estesi che si siano mai visti sulla faccia della terra e a capo di tutto ciò governa Kublai Khan, nipote di Gengis Khan. Non è gente che va tanto per il sottile quando c’è da guerreggiare, come famiglia. Tipo che ha appena conquistato la Cina e adesso vuole conquistare il Giappone. Allora cosa fa Kublai Khan? Manda una bella lettera al re del Giappone (anche se ai tempi il Giappone comunque non era unificato sotto un unico re, a dire il vero) e scrive: perché non diventiamo amici? Non volete essere amici di Kublai Khan? Allora volete litigare!

Insomma diciamo che il buon Kublai Khan è un po’ aggressivo comunque nella sua richiesta d’amicizia. È un tono un po’ mafioso, ecco. È un’offerta di quelle che non si possono riufiutare, la sua. Ovviamente i giapponesi capiscono che i mongoli hanno cattive intenzioni e si preparano alla guerra, che puntualmente arriva. Però stranamente i mongoli la perdono.
Infatti dopo alcune vittorie iniziali sul territorio nipponico vengono fermati dai samurai, e allora decidono di ritirarsi sulle loro imbarcazioni in rada mentre aspettano i rinforzi. Peccato che intanto arriva anche un tifone di straordinaria potenza che distrugge quasi completamente la flotta. Sfortuna per Kublai Khan, fortuna per i giapponesi.

Personaggi (quasi) veri

Fin qui i fatti storici. Ghost of Tsushima si svolge nella prima parte della guerra, quando i mongoli sembrano una forza inarrestabile e conquistano l’isola. Ora, sucker Punch si prende un bel po’ di libertà rispetto alla storia, perché ad esempio i protagonisti sono tutti personaggi inventati, compreso il condottiero mongolo che loro chiamano Khotun Khan. Anche il protagonista,il samurai che deve liberare l’isola, non è mai esistito. Però tutti i personaggi sembrano ricalcati su altri personaggi storici realmente esistiti.
E allora, perché questa scelta? Non era più semplice tenere gli uomini veri, visto che la ricostruzione storica è comunque piuttosto accurata? Beh, io sospetto che la ragione sia molto semplice: se dovessero fare un Ghost of Tsushima 2, questi personaggi, che tanto sono finti, potrebbero essere riutilizzati a piacimento. Non è ad esempio come Assassin’s Creed, in cui se hai a che fare con Cristoforo Colombo o Leonardo da Vinci, non puoi farne quello che vuoi. Devi rimanere un po’ più aderente alla realtà storica. Così Sucker Punch si è liberata di un problema.

Le armature dei samurai

Altre cose completamente inaccurate nella ricostruzione storica di Ghost of Tsushima: 1) OVVIAMENTE non è stato un singolo samurai a spazzare via i mongoli dal Giappone, ma come detto un uragano. 2) I samurai del tredicesimo secolo giapponese NON erano fatti come sono fatti in Ghost of Tsushima. Nel senso che non avevano quella armature classiche “da samurai”, e usavano molto più l’arco e le frecce, non la katana. Qui la speigazione è semplicemente che Sucker Punch voleva rispettare l’idea che tutti abbiamo del samurai: spada e armatura. Ma quelli, se chiedete a uno storico, sono i samurai del 1600, non del 1200. Però a noi piacciono così, e quindi addio all’accuratezza.