Ghostbusters: Legacy non sarà l’ultimo

di Redazione Smemoranda

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Non ho mai capito fino in fondo perché il pubblico abbia blastato in quel modo così violento il reboot dei Ghostbusters, quello che è uscito tipo cinque anni fa con il cast di tutte attrici. Cioè, è chiaro che non era, non poteva essere epico come i primi due episodi, però era un prodotto onesto. Magari senza grandi colpi di genio, però non meritava tutta la palta che gli hanno tirato addosso. Detto questo, quel film lì adesso è arrivato il momento di dimenticarlo completamente, perché questo non è un remake, ma un vero seguito, un vero Ghostbusters 3. E allo stesso tempo Ghostbusters: Legacy non è un vero Ghostbusters 3, perché siamo effettivamente trent’anni dopo, e pure i Ghostbusters sono cambiati.

Non sono i Ghostbusters, sono i nipoti

Eh sì, i Ghostbusters del 2021 sono ragazzini, nipoti dei vecchi Ghostbusters. Vecchi Ghostbusters che però sono tutti quanti presenti, anche quelli che in teoria non potrebbero, perché come sapete purtroppo Harold Ramis che interpretava Egon Spengler nel frattanto è passato a miglior vita. Ma questo è un film sui fantasmi e quindi si capisce che questi problemi si possono superare. È un film sui fantasmi e ancora di più un film sulla famiglia. Non solo nonni e nipoti acchiappafantasmi, ma anche padri e figli registi.

Spieghiamo meglio. Il film è diretto da Jason Reitman, figlio di Ivan Reitman che è il regista dei Ghostbusters originali. Ma intendiamoci, Jason non è solo un figlio di. È anche un figlio di, ma è un regista molto bravo, un grande narratore, che nella sua carriera ci ha già regalato dei piccoli classici come Juno e Tra le nuvole. Che non saranno 2001 odissea nello spazio ma sono film che vedi sempre volentieri. Reitman è sempre stato abile nel raccontare soprattutto i rapporti tra le persone, e infatti questa parte funziona anche nel nuovo Ghostbusters. Certo, questo non è un film indipendente da festival americano, è un Ghostbusters. Quindi deve fare molto di più.

Acchiappafantasmi + Stranger Things?

Diciamo che anche la parte Ghostbusters non si può dire sia malriuscita: effettoni speciali, musica che riecheggia l’originale, e attori che sembrano a loro agio. Compreso Finn Wolfhard di Stranger Things, che probabilmente è a suo agio perché il film sembra molto Stranger Things a tratti. Ma insomma, l’insieme funziona. Peccato per il finale, che non posso rivelare ovviamente, ma posso dire che rende anche questo film abbastanza blastabile. Peccato perché stavolta le basi c’erano. E vabbè, speriamo nel prossimo film. Visti gli incassi di questo, e vista anche la scena dopo i titoli di coda, un altro ce lo becchiamo di sicuro.