Ghosts ‘n Goblins Resurrection

di Michele R. Serra

Recensioni

Ghosts ‘n Goblins Resurrection è l’ultimo episodio di un superclassico della storia del videogame, ed è incredibilmente simile a quello che potevate giocare sul Super Nintendo nel diciamo 1993, più o meno.

Cioè, intendiamoci: il primo Ghosts ‘n goblins è in realtà del 1985, quello del Super Nintendo (che si intitolava Super Ghouls ‘n Ghosts) è quello che mi ricordo io (sono vecchio, sì, ma non abbastanza per l’originale). Comunque non cambia molto perché è più o meno sempre la stessa cosa: siete un cavaliere in armatura, dovete salvare la principessa, e per farlo dovete prendere a lanciate in faccia tutta una pletora di zombi, fantasmi e mostri vari.

Ovviamente quello che rende unica la serie di Ghosts ‘n Goblins non è la storia. Il fatto davvero importante è che è un gioco difficilissimo. O meglio, difficile come erano difficili i videogame una volta.

Una volta i giochi arrivavano in orario. Ed erano difficili

La difficoltà non è qualcosa di scontato nei videogiochi degli ultimi vent’anni. Ed è stato un passaggio epocale. Cioè fino alla fine del ventesimo secolo i videogame erano generalmente molto difficili, proprio nel senso che richiedevano di imparare un set di abilità, e bisognava avere una coordinazione occhio-mano sovrumana per riuscire a vincere.

Poi dal Duemila in poi – sto generalizzando, ma più o meno – è nata un po’ l’idea che in molti casi fosse più importante raccontare una storia, che offrire una sfida difficile. Anzi, la morte del protagonista spesso è un ostacolo perché in qualche modo interrompe la narrazione, ti ricorda che sei in un gioco, e se invece tu vuoi fare una specie di film interattivo devi cercare di non rompere questo incantesimo, no? E allora ecco tutti i vari Assassin’s Creed o Uncharted, che sono giochi bellissimi, per carità (e anche molto divertenti), ma non si fanno ricordare perché uno ci si è rotto la testa o le mani sopra. Sono giochi facili in cui si privilegia l’esperienza, che diventa più importante della sfida. Ecco, Ghosts ‘n Goblins Resurrection ha la difficoltà dei giochi pre-Dumeila. Siete avvisati.

Difficile dal punto di vista della coordinazione occhio-mano, ma anche perché è uno di quei giochi dove devi avere chiaro quello che vuoi fare prima di farlo, e l’unico modo per averlo chiaro è sbagliare tante volte prima. Trial and error, dicono gli americani: provare, sbagliare, riprovare. Come nella vita. Solo che qui ogni volta si muore e si ricomincia da capo.

Sarà quello, sarà la grafica retrò ma meravigliosa, saranno i momenti lisergici in cui lo schermo si riempie di nemici che ti ballano intorno, ma insomma Ghost ‘n Goblins Resurrection è uno dei pochi giochi che possono davvero far tornare bambini anche i gamer più stagionati. Ti fa tornare bambino nell’unico modo possibile, cioè a suon di mazzate. Basta, con il buonismo dei giochi moderni.