Gino e Michele (non) fanno il tema di maturità: Facebook e la censura

di La Redazione

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Gino e Michele (non) fanno il tema di maturità: Facebook e la censura

TRACCIA Tipologia A – Analisi del testo – Montale: «Ammazzare il tempo» é il titolo del brano tratto da«Auto da fé. Cronache in due tempi».

Svolgimento di Gino e Michele:
Stamattina abbiamo postato sul profilo di Smemoranda in Facebook una vignetta: un lui e una lei al mare, entrambi con sembianze simili, soprattutto riguardo alle loro nudità all’altezza del torace. L’uomo diceva alla donna di non andare a seni nudi in spiaggia (ma lui era uguale). Tanto innocente da parere quasi banale.

Invece ecco arrivare l’ammonizione da Facebook: la vignetta era ritenuta oscena e contraria alla morale.

Eppure a ben guardare esistono alcune lievissime contraddizioni, sui social network, riguardo all’argomento oscenità/moralità. Ricevi foto di animali sgozzati, stupri, donne violentate coi visi tumefatti (che poi son spesso campagne in buona fede, sbagliate nella forma ma accettabili nei contenuti), inni al razzismo, alla violenza, campagne contro i bambini down… Puoi vedere girare per anni appelli senza controllo su ragazzi scappati di casa, bambini malati terminali, stragi di leprotti in Kamchatka. Dunque.

È abbastanza chiara – no? – l’incapacità dei Controllori di distinguere tra ciò che bisogna segnalare come inadatto o perfino censurare, e ciò che è solo timidamente trasgressivo o semplicemente gergale nel linguaggio. Non conosciamo i meccanismi, e neppure sappiamo come vengano assunti i Controllori.

Nulla sappiamo delle regole che devono seguire, i ragazzi che si occupano professionalmente di questo enorme calderone, ma resta di fatto che a volte l’ingenuità degli interventi rende veramente poca giustizia al buonsenso e all’intelligenza.

E dunque: Facebook è un piacere e a volte può essere anche utile, ma fortunatamente non è un obbligo per nessuno. 
Quindi? Quindi più ci accorgeremo che Facebook rischia di diventare un modo comodo per far passare, striscianti o meno, campagne contro le minoranze o impeti anticostituzionali e antidemocratici, più ce ne allontaneremo. Uguale, se i “censori” di Facebook si adopereranno per attaccare innocenti vignette o frasi nate solo per autoironia. Chissà se quello di oggi è solo un ennesimo errore di rotta o se invece è frutto di una vera filosofia che attacca le piccole cose per non attaccare le grandi.

SmemoGiudizio:
I due sono intelligenti, ma non si applicano. Però, però. Anche se lo svolgimento potrebbe sembrare completamente fuori tema, i due furbetti hanno colto in pieno l’essenza dell’ “ammazzare il tempo”. Dichiariamo dunque Gino e Michele maturi.