Giornata contro la violenza sulle donne: giù le mani.

di La Redazione

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Giornata contro la violenza sulle donne: giù le mani.

25 novembre: la Giornata contro la violenza sulle donne. Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1999 con lo scopo di promuovere una maggiore sensibilizzazione e conoscenza dell’argomento, questa data richiama solo uno dei più tragici casi della storia: quello dell’omicidio delle tre sorelle Mirabal Patria Mirabal, Minerva Mirabal e Maria Teresa Mirabal del 1960 nella Repubblica Dominicana.

Ancora oggi, la violenza sulle donne è una delle piaghe del Mondo, senza distinzione, perché ogni Paese, in modo diverso, sottomette e non rispetta il genere femminile. E no, la violenza non è solo quella fisica.

Violenza significa non permettere alle donne di avere un’istruzione, di avere una vita sessuale, di rivestire ruoli e ricevere compensi al pari degli uomini, di poter scegliere del proprio corpo… di essere libere di fare, dire, pensare.

A volte, la violenza si nasconde anche nelle “domande ingenue” che etichettano la figura della donna, come “è una cosa da uomini”, “quando metterai su famiglia?”, “non indossare quella gonna, è troppo corta!”, “chissà cosa penserà la gente se lascerai tuo marito”, “avanti, era solo un po’ nervoso, non lo farà più”. E ancora, ancora, ancora.

Per fortuna, ci sono state tantissime donne (e uomini) che non si sono arrese e hanno combattuto, ognuna a modo loro, dalle attiviste in piazza, alle artiste, scienziate, manager, soldatesse fino alle modelle, e conquistato moltissime libertà di cui oggi possiamo godere.

Qualche nome? Malala Yousafzai, attivista pakistana, nonché la più giovane a ricevere il Premio Nobel per la pace, che all’età di 11 anni è diventata celebre per il suo blog in cui documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e l’occupazione militare.

E dal mondo della musica, tra le voci che portano avanti la battaglia contro la violenza sulle donne ci sono Beyoncé, Lady Gaga, ma anche le nostre Elisa e Fiorella Mannoia.

O ancora, Rebecca Solnit, autrice di Gli uomini mi spiegano le cose, Daniela Amato, attivista del movimento Non una di meno, Elisa Giomi, sociologa e autrice di Relazioni Brutali.

Insomma, sono davvero tante grandi donne che non si sono fermate e rassegnate ad un “no puoi farlo, pensare, dire perché sei donna”.

Il significato di ricordare queste ricorrenze, sta nel fatto che la violenza sulle donne non ha nessuna scusante, né culturale, né storica, né politica, nulla ha più importanza dell’essere umano e anche donna.