Giovanna Donini #intervista

di La Redazione

Storie di Smemo
Giovanna Donini #intervista

Dopo l’intervista a Elasti, questa settimana tocca alla nostra redattrice-comica-autrice preferita: Giovanna Donini, che firma la nuovissima Pink, l’agenda delle ragazze by Smemo insieme a Lia Celi, Lella Costa, Geppi Cucciari, Elasti, Luciana Littizzetto, Teresa Mannino, Guia Soncini, Lucia Zitelli e Silvia Ziche. 

Giò, le abbiam detto, è da schizofrenici ma Gigi Marzullo c’ha campato una vita: fatti una domanda e datti una risposta. Il resto vien da sé…

1-Il giorno della settimana che preferisci e perché…
Tutti lo odiano e io lo amo: il lunedì. Amo l’inizio di (quasi) tutte le cose, odio la fine di (quasi) tutte le cose. Per questo il giorno più odiato, per (e da) me, è la domenica. Fine della settimana. Tristezza. Inizio della settimana. Vita. Viva il lunedì, l’inizio della settimana, quando tutto comincia e si rimette in moto. Il barattolo nuovo della nutella. Il primo giorno di vacanza. L’inizio di un amore, quando hai davanti tutta la settimana prima che finisca. E, comunque, magari gli amori durassero solo sette giorni, sai quanti ne potresti vivere?

2-La canzone che canti sotto la doccia.
♪♪ ♪♪ ♪ Dice mia madre devi andare dal dottore a farti visitare,a farti vedere, hai una faccia che schifo guarda come sei ridotto mi sa tanto che finisci male…♪♪ ♪♪ ♪  Vasco, Fegato spappolato…forse perché mi faccio la doccia la mattina e, anche se non bevo, non fumo e non faccio uso di sostanze stupefacenti, mi sento sempre come una che ha fatto tardi malamente…ma a pensarci bene anche l’amore è una droga. O no?

3-La tua peggiore figura di m…
Una lista.
-dire a un amico con la gamba rotta dopo un grave incidente: “Certo che tu sei proprio un tipo in gamba”
-dire ad una signora che ha appena subito un lutto: “Mi dispiace tanto…congratulazioni!” Avevo 8 anni mi ero preparata la frase per ore.
-al bar: squilla il telefono, vedo chi mi sta chiamando, sbuffo vistosamente, rispondo e dico al tipo di essere a casa con la febbre e poi me lo ritrovo alle spalle.
Che faccio continuo?

4-Il ritornello che non sopporti.
♪ ♫ Dammi tre parole: sole cuore amore ♪ ♫. Mi è rimasto in testa per giorni e per giorni ogni volta che mi usciva dalla testa pioveva. E se provavo a sostituirlo con un altro ritornello mi usciva solo questo: ♪ ♫ Felicità…è mangiare un panino con un bicchiere di vino…♪ ♫. Aiutooooo….

5-L’evento storico che non ti ha lasciato indifferente…
Sarebbero tanti, ma ne scelgo due. La morte di Kennedy e l’11 settembre. Fu assassinato il 22 novembre del 1963 a Dallas, in Texas. Un evento straordinario e devastante per la vita di molti americani. «Dov’eri quando hanno sparato a Kennedy?» fu una domanda posta di frequente negli anni successivi e continuò a risuonare per decenni dopo il fatto. Nell’attacco alle torri gemelle morirono 2.752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti. La maggior parte erano civili, di 70 diverse nazionalità. Quel giorno io ero a Torino. All’improvviso tutti si sono fermati. Guardavamo le due torri crollare in diretta. “Kristen dove sei, dimmi che non sei là?” scrivevo. Avevo il terrore che la mia cara amica di NY fosse in pericolo. Ho atteso tutto il giorno la risposta di Kris e quando è arrivata ho pianto di gioia e dolore. Questi due eventi sembrano scritti e perfettamente sceneggiati. Sembrano finti e assurdi. Invece, la realtà ha superato la fantasia in modo tragico e sconvolgente facendoci sentire esseri umani piccoli e del tutto impotenti.

6-L’uomo che stimi di più e perché…
Mio padre. L’unico uomo della mia vita. Da piccola mi portava con lui ovunque. Con lui ho visto il mio primo film, ho preso il mio primo treno, ho fatto volare il mio primo aquilone, ho letto il mio primo giornale, ho pregato per la prima volta, ho affrontato la mia prima vera paura, e non era il dentista. Quando mi perdo, penso a lui, e mi ritrovo. Sempre.

7-La donna che stimi di più e perché…
Faccio prima a dire quali sono le donne che non stimo affatto. Tutte quelle che sono forti con i deboli e deboli con i forti. Tutte quelle che usano tette e gambe per ottenere quello che vogliono. Tutte quelle che sono più maschiliste dei maschi, più femminucce che femmine, in guerra contro se stesse e le altre. Cattive e malate di potere. Tutte quelle così che magari salgono, ma non arriveranno mai veramente in alto. Stimo e amo profondamente tutte le altre.

8-L’incipit che ti ha stregato.
“Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.
 Al mattino mi svegliai, decisi che avevo bisogno di un po’ di esercizio fisico e cominciai subito. Feci parecchie flessioni, poi mi lavai i denti. Sentii in bocca il sapore del sangue, vidi che lo spazzolino era colorato di rosa, mi ricordai cosa diceva la pubblicità, e decisi di uscire a prendermi un caffè.” 

John Fante, Chiedi alla polvere. 

Ho letto tutti i suoi libri e poi, dopo molti anni, incontro lo zio piemontese che mi regala il libro preferito da mia nonna Aspetta primavera Bandini, il primo romanzo di Fante uscito in Italia. Aveva tutte le pagine rovinate e sottolineate, costava 60 lire. Era di mia nonna, scrittrice di favole per bambini.

9-Il finale di un libro che ti ha spiazzato.
Alan Bennett è uno scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e attore britannico. Quasi tutti i finali delle sue opere mi hanno sempre spiazzato. E poi una frase: “La vita è come aprire una scatoletta di sardine. Tutti noi siamo alla ricerca della chiave.” (da Seduti!, in Drammi e monologhi)

10-La legge che cambieresti il prima possibile…
L’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso è in tutto il mondo una delle principali rivendicazioni della militanza omosessuale, che nasce dall’esigenza di eliminare completamente dalla legislazione la disparità di trattamento fra unioni eterosessuali e unioni omosessuali. Il presupposto è che il rapporto omosessuale sia una sana espressione della sessualità e che il diritto al matrimonio sia un diritto individuale inalienabile della persona. L’Italia è uno di quei paesi nel mondo con nessun riconoscimento o con una situazione legislativa ambigua. Detto ciò non è affatto detto che io mi voglia sposare, ma mi lasci scegliere?

– Intervista a cura di Giovanna Donini –