Giovanni Vernia: un giorno mi hanno interrogato per 4 ore

di Redazione Smemoranda

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Giovanni Vernia: un giorno mi hanno interrogato per 4 ore

Oggi sono i comici più importanti e amati in Italia, ma  chi erano ieri, come andavano a scuola, che voti prendevano? Oggi intervisto Giovanni Vernia, comico, intrattenitore, imitatore, personaggio della TV e della radio italiana famoso per le sue divertenti e irresistibili imitazioni e parodie. In questi anni ha ottenuto un successo trasversale che ha fatto davvero innamorare tutti.

Che scuola hai fatto?
Asilo, elementari, medie, liceo scientifico, ingegneria elettronica. In quest’ordine. Volevo iniziare al contrario ma me l’hanno inspiegabilmente proibito.

A scuola eri uno da primo, secondo o ultimo banco?
Dipende da dove si sedeva quella che mi piaceva.

La materia che amavi di più? 
Il disegno.

E quella che odiavi di più?
Ho odiato moltissimo filosofia perché fu materia di esame di maturità. Non avendola studiata per un anno intero, grazie a un professore piuttosto naif che metteva voti belli se facevo un’osservazione interessante durante la lezione – e io purtroppo facevo tante osservazioni belle durante le lezioni – dovetti studiarla tutta in un mese. Eh già, nella commissione di esame c’era un professore che guarda caso voleva osservazioni belle in risposta alle domande sul programma dell’anno, quello che si studiava sul libro.

Nella tua vita da studente qual è stato l’anno peggiore? E il migliore?
Il peggiore la terza liceo. Arrivò una prof di lettere che interrogava coi numeri della tombola. Solo che insegnava 4 materie. Un giorno mi hanno interrogato per 4 ore. Nemmeno El Chapo è stato così tanto sotto interrogatorio. Il migliore il primo università. Non facevo nulla. Poi ho capito nel secondo anno che l’università non funzionava così e mi sono ripreso. Ma il primo anno mi sono divertito moltissimo.

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Eri uno che copiava o uno che passava?
Passavo.

C’è un prof oppure una prof che è entrato spudoratamente nel tuo cuore? E uno o una che ti ha fatto molto male?
Li ho adorati tutti. Loro non hanno adorato me, visto che li imitavo tutti.

Quando eri tra i banchi di scuola sapevi già che avresti fatto il comico di mestiere? Se no, che mestiere sognavi di fare?
Non lo sapevo, ma lo speravo. Vedi sopra: facevo già le imitazioni di tutti.

Chi è il compagno di scuola che non dimenticherai mai?
Non ne ho mai dimenticato nessuno. Anche quelli simpatici 🙂

Come sono secondo te gli studenti di oggi?
Tecnologici.

Cosa stai portando in scena oggi? Di che parla il tuo spettacolo?
Porto due spettacoli. Uno in Italia che si chiama Vernia o Non Vernia. In cui racconto appunto il fatto che fin da piccolo sembravo uno tranquillo, invece ero pieno di matti dentro di me che venivano fuori quando meno me lo aspettavo e facevano ridere tutti. Poi uno che faccio all’estero in inglese che si chiama How to become Italian in cui insegno in modo divertente agli stranieri a diventare italiani, e gioco in modo autoironico sui vizi degli italiani che è il popolo più simpatico del mondo secondo me.

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Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che affronteranno la maturità 2020?
Di fare delle stories usando l’hashtag #maturità2020

Com’è stata la tua maturità?
Pesantissima. Sono stato un mese chiuso in casa a studiare e gli orali me li hanno messi a metà luglio. Vivevo a Genova al mare, vedevo i miei amici abbronzati, ero bianco come uno svedese.

Il verbo bigiare ti dice qualcosa? Quale verbo si usava dalle tue per dire quando saltavi scuola di nascosto? E tu eri uno che lo faceva spesso?
No, quasi mai perché se mio padre mi beccava mi faceva bigiare i denti. Si diceva “bossare”.

Che voto ti dai per tutto quello che hai fatto, fai e farai?
Quello che ho fatto: 7.
Quello che faccio: 9.
Quello che farò: 10 sulla fiducia. Ci metto sempre il cuore.

 

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