Gipi Unastoria

di L'Alligatore

Recensioni
Gipi – Unastoria

Ennesimo gran fumetto di casa Coconino Press. Viene da un autore italiano ormai di autentico culto, Gipi: “unastoria”, tutto attaccato, non è un refuso, ma in realtà sono due. Due storie intimamente intrecciate, come quella di uno scrittore in crisi, trovato nudo per strada mentre farnetica, e per questo ricoverato in una clinica, accanto a quella della trincea di poveri uomini nel tritacarne della Prima guerra mondiale.

La drammatica stupida violenza della guerra, di quel conflitto terribile, viene resa in maniera forte e dinamica da Gipi attraverso le vicende di due uomini mandati in avanscoperta lungo la trincea. Uno dei due viene ferito ai piedi, ed è straziante il suo tormento. L’assurda desolazione della guerra c’è tutta nei cieli grigi in campo aperto, nella vegetazione spoglia come l’albero della copertina, albero molto simile a quelli surreali disegnati dallo scrittore in crisi (alla fine scopriremo il perché, il perché della sua crisi, di un editoria che non vuole raccontare certe storie, troppo forti e vere).

Geniale il racconto di come è nata la mitraglia, strumento di morte per rendere più veloce la guerra. Nata dalla richiesta di una baronessa ad un inventore durante una cena tra nobili del secolo passato. La scena sembra uscire da un film di Sergio Leone (o da una canzone di De Andrè), dove senti tutta la grassa e violenta volgarità delle classi dirigenti.

Gipi, alterna con vera maestria, il bianco e nero al colore, immagini surreali a immagini tremendamente vere, spesso grandi, a tutta pagina. Colori vivi quando servono, più smorti e grigi nei paesaggi classici della Grande guerra. Il finale, che non rivelo, è di speranza, in fondo. Perché no?