Godzilla 2: King of the Monsters

di Michele R. Serra

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Godzilla 2: King of the Monsters

Godzilla: King of the monsters di Michael Dougherty segue di cinque anni la rinascita a Hollywood dei kaiju, e cioè il Godzilla di Gareth Edwards. Che era un signor film: nei primi tre quarti d’ora non succedeva niente, però poi quando arrivavano i mostri, era un godimento. 160 milioni e rotti di dollari di budget spesi per costruire mostri digitali giganti e distruggere le città. Quello del 2014 era un vero film di Godzilla, anche se non l’avevano fatto i giapponesi: una pellicola di serie B ad altissimo budget, che funzionava benissimo. Gli umani, con i loro sentimenti, la loro cultura, l’amore, servivano solo a essere schiacciati dai mostri-alti-come-palazzi. Molto figo.

A questo giro, invece, il film è molto molto meno riuscito.

C’era una cosa molto bella nel Godzilla di Gareth Edwards, e cioè il senso di enormità che riusciva a dare ai mostri. Sembra un fatto scontato in un film di Godzilla, ma in realtà riuscire a trasmettere questa sensazione sullo schermo, facendo recitare gli attori davanti a mostri che non esistono, ma che vengono aggiunti poi con gli effetti speciali, beh, non è facilissimo. E infatti il nuovo Godzilla: King of the monsters non ci riesce granchè. Intendiamoci, l’idea è quella giusta: si mettono insieme i mostri della tradizione giapponese – non solo Godzilla, ma anche Ghidorah (quello che tre teste), Mothra (la farfalla gigante che è senza dubbio la cosa più riuscita del film) e Rodan (che non è tanto interessante). Si mettono insieme e si fanno combattere, senza un vero perché, mentre intorno si muovono delle sottotrame inutili e senza senso di cui sono protagonisti gli stupidi umani. Questa è una buona idea, intendiamoci: non ci si può lamentare del fatto che ci sia una trama non ben scritta e che la sceneggiatura sia stupida, si tratta di condizioni fondamentali per un film di Godzilla. Però siccome non siamo più negli anni Sessanta e gli effetti speciali oggi si possono fare, non sono più pupazzetti animati a passo uno, ecco siccome siamo nel 2019 io voglio vedere bene i mostri che si menano. Invece, nel film spesso è davvero difficile capire quello che succede.

È il solito vecchio problema dei film d’azione, dei film apocalittici, ma anche della battaglia contro il Re della Notte del Trono di Spade (8×03): se non ci rendiamo conto di quello che succede, se vediamo solo particolari, se le cineprese si muovono velocissime, non c’è soddisfazione. Niente da fare. Ci sono un paio di scene in cui effettivamente le battaglie tra Godzilla e i suoi amici risultano comprensibili, e in quei casi te la godi. Ma per il resto, molto poco.