Godzilla

di Michele R. Serra

Recensioni
Godzilla

Stasera voglio vedere i palazzi che crollano.

Non so voi, io periodicamente vengo colpito da questo desiderio. Forse dipende dal fatto che da trent’anni vivo in città, e prima o poi ti trovi a fantasticarci sopra: come sarebbe se tutto fosse distrutto? Il cinema in fondo serve anche a rispondere a domande impossibili. Almeno credo.

Ecco perché voglio bene a Godzilla. Perché se c’è lui in giro i palazzi crollano di sicuro. Che poi non è colpa sua, è che lui è grosso, come un elefante in una cristalleria: si gira magari solo perché ha visto il carretto dei gelati, e con una chiappa sdraia un grattacielo. Non è davvero cattivo, è solo un po’ sovradimensionato, e goffo.

Da che mondo è mondo Godzilla non si può uccidere. Ci sono trenta film di Godzilla, 28 giapponesi e due americani, di cui l’ultimo è questo qui, Godzilla di Gareth Edwards, la versione del 2014. E in tutti questi film sono riusciti a ucciderlo solo un paio di volte, di cui una nell’ultima versione americana del 1998. Quindi percentualmente siamo tipo neanche all’8% delle volte. Scusate, no lo dico solo perché dopo trenta film c’è ancora qualche marine, o qualche scienziato che se lo chiede.

Dunque, qual è la cosa più importante in un film di Godzilla? Sicuramente i mostri: questo nuovo Godzilla versione 2014, quelli ce li ha. E sono tutti giusti, credetemi. Intendiamoci, lui è proprio come una vecchia diva, si fa aspettare, e credetemi quando dico che il nuovo Godzilla potrebbe vincere il premio per il film d’azione in cui succede meno nei primi tre quarti d’ora. Però si sa che prima o poi i mostri – come l’amore – arrivano. E lì si capisce dove sono stati pompati i 160 milioni e rotti di dollari che è costato il film.

Godzilla non è un bel film o un brutto film. Semplicemente. è Godzilla. Quello americano di quindici anni fa non era Godzilla, questo sì. È un film di serie B ad altissimo budget, e funziona. Gli umani, con i loro sentimenti, la loro cultura, l’amore, servono solo ad essere schiacciati.

Chiaro che se andate a vedere Godzilla volete vedere i palazzi che crollano, volete essere rincoglioniti per due ore dalle immagini in 3D e dal suono. Il film di Gareth Edwards mantiene queste promesse. È la prima volta che torno a casa dal cinema con le orecchie che mi fischiano