Goodbye Bukowski

di L'Alligatore

Recensioni
Goodbye Bukowski

E allora, Flavio Montelli, prende la decisione di raccontare un Bukowski inedito, poco conosciuto, il Bukowski e i rapporti con le donne. Ovviamente non quei rapporti che pensate voi, ma quelli con la giovane figlia (tenerissimo) e con alcune importanti compagne: la scultrice e poetessa Linda King (nel libro Diana, forse per non confonderla con l’altra) e l’ultima moglie, Linda, appunto, Linda Lee Bukowski, con la quale visse un periodo abbastanza sereno (non a caso, i disegni di questa ultima parte sono più rilassati, un pastello in bianco e nero).

Con una tecnica molto libera, Montelli introduce abilmente un sacco di altri episodi della vita di Bukowski: dai reading prima dei quali beveva per farsi forza, alla storia del busto in legno fatto dalla stessa Linda King, dall’incontro con John Martin, l’editore che punterà tutto su Hank, quando, cinquantenne, si ritirò dal lavoro alle poste che lo stava uccidendo (ogni tanto degli incubi ambientati sul posto di lavoro), una famosa notte passata in un collegio femminile dove tenterà, invano, di farsi aprire dalle studentesse…e poi le prime esperienze letterarie e i racconti pubblicati sua alcune importanti riviste; poi un lungo silenzio, durante il quale era impegnato a sopravvivere tra un lavoro deprimente e l’altro, il pessimo rapporto con il padre, qualche bevuta solitaria o al bar, la musica sinfonica ascoltata alla radio, il ricordo di quando si fece riformare dal servizio militare, saltando la guerra perché non voleva assolutamente farla.

Tutto su Bukowski insomma. Mancano solo i gatti, le corse dei cavalli e le scopate. Un buon esordio di questo giovane di Ravenna, sicuramente un gran conoscitore dello scrittore americano, visto come è riuscito a sintetizzare la sua vita, facendolo capire anche a chi non l’ha mai letto.