“Canzoni per appassionati” di G Pillola: un disco d’amore per le piccole cose

di Laura Giuntoli

Le Smemo Interviste

G Pillola ci ha raccontato il suo nuovo disco in uscita CANZONI PER APPASSIONATI, tredici tracce che segnano il nuovo percorso artistico del rapper genovese. Anzi, la definizione rapper non va più bene perché questo album segna il suo addio alla/al trap/rap per nuove contaminazioni musicali e contenuti alternativi. Che in realtà c’erano anche nel suo primo disco Ciao Belli, ma che qui hanno preso decisamente il sopravvento. Diciamo che lui non è uno da definizioni e da etichette, non ha bisogno di conformarsi ad un genere. Forse proprio per questo ha scelto di fare un disco d’amore per le piccole cose, una celebrazione del quotidiano, un racconto fotografico di quell’esatto momento in cui si è stati tristi, allegri o semplicemente felici. Direi che è un proposito artistico che più indie non si può, se non fosse che le etichette hanno stancato anche me.

Lo abbiamo intervistato, lui ci ha regalato Facile in versione acustica (nel video qui in basso), che è uno dei brani più forti del disco.

E noi ci siamo subito appassionati ❤️

Ciao Guglielmo. In questo disco ti sei allontanato dai dogmi della trap perché non riuscivi a esprimerti liberamente. Com’è nata questa decisione? E com’è stato uscire dalla tua confort zone ?

Credo che non sia stata proprio una decisione quanto più un esigenza, appunto non riuscivo più ad esprimermi in quel mondo e di conseguenza ho anche perso un po’ di stimoli. Forse questa ‘zone’ non era così ‘comfort’ ormai per me, ora mi sento più a mio agio in tutto quello che faccio.

Così è venuto alla luce Canzoni per appassionati. Ascoltandolo si capisce che ami le contaminazioni, dal punto di vista dei suoni come ha preso forma questo progetto? 

Abbiamo sperimentato vari generi insieme al mio produttore e siamo arrivato alla conclusione con in mano circa due o tre generi portanti, non è mai facile definirsi all’interno di un genere ma sicuramente il pop giapponese e la disco dance italiana si sono consolidati i nostri punti di partenza più saldi. Nonostante le varie contaminazione spero di poter essere riuscito a fare in modo che la mia impronta personale sia sempre presente in ogni canzone.

E soprattutto, Canzoni per appassionati, ma appassionati di cosa? Un titolo che nasconde una domanda ti fa venire voglia di ascoltare per bene il disco. Io però non ho trovato una risposta (per ora!). Forse non c’è una risposta?

Forse questo nome è nato un po’ per caso cercando di constatare a me stesso quanto stessi facendo musica più introspettiva e personale piuttosto che musica da ‘esaltazione collettiva’, le passioni sono qualcosa di molto personale che ognuno prova a riconoscere autonomamanete senza per forza la necessità di un coinvolgimento collettivo, a differenza di molta musica che spesso arriva perchè molto situazionistica e perfetta per un leggerissimo passaparola. Sostanzialmente mi auguro che se questo progetto arrivi a più persone sia perchè va a risvegliare qualcosa nel singolo, però ecco, l’interpretazione è libera!

In questo disco c’è tanto amore, ma non l’amore grandioso ed epico, c’è quello per le piccole cose. E infatti lo hai descritto come una sorta di culto del quotidiano. Perché questa scelta?

Forse perchè tra la situazione della pandemia e il fatto che vivo sui divani dei miei amici da più di un anno mi è mancanta quasi del tutto una ‘quotidianità’, mi sono rifugiato nelle piccole cose per riscoprire che se viste più da vicino e congelate nella mia testa potevano sembrare molto grandi e importanti.

In un mondo in cui l’hype è il Santo Graal, tu te ne sbatti e dici: “Non ho mai avuto aspettative economiche né sociali nel creare musica, ho solo bisogno di godere quando sento le mie canzoni”. Tutto questo fa godere moltissimo anche noi, ma… sei fuori??? 

Anche i miei amici dicono spesso che sono fuori ma non è colpa mia, sono acquario ascendente acquario e che ci crediate o no questo implica che la mia indole alla ribellione sia molto marcata in tutto quello che faccio. Sono fermamente convinto che mi basterebbero un po’ di dischi e un monolocale per essere felice tutta la vita, ma non sono così presuntuoso da dire che non cambierei mai idea, quindi chi lo sa!

Una delle tue armi più affilate come autore è certamente l’ironia (tipo quando canti “leggi Internazionale per fare la seria” in Facile, tra l’altro è una cosa che io faccio spesso). Come nascono i tuoi testi? 

Io spesso scrivo nelle note del telefono citazioni di miei amici o sconosciuti, oppure descrivo situazioni che vedo perchè credo che possano essere molto simboliche o metaforiche al punto giusto per esprimere certi concetti in un testo. Spesso solo dopo che sento una mia canzone mi rendo conto di quanto gli spunti per scriverla siano reali e palpabili intorno a me.

Qual è la tua canzone preferita del disco? Quella che quando ti riascolti sei super soddisfatto di averla scritta.

Forse la mia canzone preferita del disco è ‘La notte’ perchè è un tipo di canzone che ho sempre sognato di fare da quando ho cambiato genere, però a quanto pare amici ed etichetta mi dicono tutti che ‘Sagittario’ sia molto bella e mi rappresenti molto.

La mia preferita – dopo Facile – è Non ho tempo, la più arrabbiata. È vero che certi giorni è meglio sentirsi un pochino cattivi (come canti in Marcello) e magari mandare tutti affanculo come fai in Non ho tempo?

‘Non ho tempo’ è una citazione alla canzone ‘Condominio di merda’ de L’officina della camomilla e sicuramente per me è una canzone di sfogo. L’ho scritta in un momento dove, di fronte alla piattezza più totale delle nostre giornate e alla ricerca disperata di divertimento chiusi in casa, non è facile accettare che ci siano dei vicini che si lamentano per un po’ di casino, per cui si, ogni tanto sentirsi un po’ cattivi ci sta, me l’ha insegnato Marcello.

Domanda brutta (scusa): se dovessi descrivere la tua poetica in tre parole, quali sarebbero?

Semplicità, verità e ironia.

Ho letto del tuo collettivo Bilogang, del tuo bilocale a Torino che è diventato un laboratorio artistico. Ma è una storia bellissima! Com’è andata? 

Il bilocale è stato il primo luogo di aggregazione artistica che ho creato da quando sono a Torino, l’energia emanata da Bilogang dentro queste due stanze si è trasformata in un vero e proprio gruppo di lavoro quando, iniziando a lavorare con i ragazzi del Krokodil House Studio in collaborazione con 2MuchRecords, siamo riusciti sempre di più a concretizzare progetti prima un po’ embrionali.

Che rapporto hai con i social?

Premettendo che i social non hanno nulla a che fare con le canzoni, sono però praticamente l’unico modo per farle arrivare a più persone possibili, per cui sono felicissiimo se posso farlo divertendomi e creando sketch divertenti o la mia Posta del Cuore. Chi crede che i social facciano male alla musica è solo un povero cucciolo spaventato che non è riuscito a trovare un compromesso tra la purezza della sua musica fatta in cameretta e la ricerca di interagire con il mondo della comunicazione attuale, capito boomers?

Ho sbirciato il tuo profilo IG. Ho visto che hai un sacco di tatuaggi fighi. Uno recita la scritta “NON LO SO”. Devo chiedertelo, cosa c’è dietro? Non vale rispondere che non lo sai ☺

Il tatuaggio ‘Non lo so’ l’ho fatto per ricordarmi che non devo sempre cercare di trovare una spiegazione a tutto ma che alcune cose forse non ce l’avranno mai e non ha senso perdere tempo e crucciarsi a cercarla.

Domanda di rito: com’eri sui banchi di scuola?

Non sono mai stato un casinista, ma in compenso ho dormito gran parte degli ultimi anni di scuola perché facevo sempre tardi la sera tra il lavoro di fattorino e lo scrivere testi fino a tardi. Sono andato al Classico e con le materie letterarie me la sono sempre cavata anche senza studiare molto, però ho sempre rigettato categoricamente le materie scientifiche, per cui ringrazio il mio fedele compagno di banco Luigi che mi ha permesso di avere 6 di matematica e fisica senza che io abbia mai avuto nemmeno un quaderno.

Lasciaci una dedica da una tua canzone!

Piango la notte in camera, di giorno penso che, dici tante cose sai però ne fai solo due o tre.

CREDITI DI “CANZONI PER APPASSIONATI”
Tutte le canzoni sono scritte da Guglielmo Perri.
Arrangiamento a cura di Dario Scognamiglio.
Registrato da Dario Scognamiglio presso il Krokodil House Studio a Torino.
Mixato e masterizzato da Dario Scognamiglio e Davide Giovara presso il Krokodil House Studio a Torino.

BIO di G PILLOLA
Nato e cresciuto a Genova, G Pillola svolge la sua gavetta giovanissimo presso lo Studio Ostile, rampa di lancio di vari artisti della scena genovese come Tedua, Izi e Bresh.
Trapiantato a Torino dopo il liceo, inizia la sua vera e propria carriera nel 2017 dando vita al collettivo Bilogang, nato dalla frequentazione di vari artisti nel suo bilocale in centro a Torino.
All’interno delle due stanze nascono sonorità trap con influenze di vario genere che li hanno resi noti come collettivo per la loro estetica e le sonorità “happy trap”, portando però sempre avanti ognuno un percorso da solista differente.
Bilogang è entrata nella playlist Viral 50 di Spotify da indipendente con il primo singolo “Cucu Settete” che ha totalizzato oltre 300 mila ascolti, firmando in seguito un contratto discografico con Urbana Label e Sony Music.
Constatando la sua collaborazione fissa con il produttore Blue Jeans e Krokodil House, il 23 Gennaio 2019 è uscito “Ciao Belli”, il primo disco ufficiale di G Pillola, un primo passo tra le prime sonorità trap e le nuove influenze “indie” nate dalla sua continua contaminazione, il disco ha raggiunto più di mezzo milione di streaming in un mese totalmente da indipendente.
Il 26 marzo 2021 esce per 2MuchRecords Canzoni per Appassionati.