Grandi donne crescono

di Le Brugole

Storie di Smemo
Grandi donne crescono

Sono nata a Catania ventisette anni fa. Quando sono nata dissero ai miei genitori che sarei stata nana. Loro cercarono di farsene una ragione e mi accettarono così com’ero. Sono diventata alta un metro e settantacinque, peso sessantacinque Kg e porto il 41 di piede. I medici si erano sbagliati. Nonostante questo mia madre negli anni ha continuato a trattarmi come un essere fragile e delicato. In paese parla ancora di me come della -povera piccola Danielina – e quando uno sconosciuto m’incontra pensa che io sia un’altra figlia, cioè mi scambiano tutti per la sorella di me stessa. Questo presunto problema fisico si accompagna anche ad un fatto peggiore: non le ho mai presentato un fidanzato. Nel panico mi ripete sempre: “E’ pericoloso laggiù al Nord girare la notte senza un uomo, Danielina non potresti trovarti un fidanzato?”. Ho provato a spiegarle che non posso fidanzarmi con un uomo solamente per avere una guardia del corpo, che insomma, piuttosto prendo un taxi. Ma lei scuote la testa e sospira affranta. Quello che mia madre non vuole capire è che sono già fidanzata. Lei si chiama Giulia e conviviamo a Bologna da cinque anni. Per mia madre però Giulia è solo un’amica e non c’è stato modo di farle entrare in testa che sia anche la mia ragazza. Il fatto che io viva con Giulia, vada in vacanza con Giulia, dorma ogni notte con Giulia, mi costruisca la vita con Giulia, per mia madre è del tutto casuale. Quest’estate però l’ho convinta a fare una gita assieme a me, da sole. Madre e figlia sotto il sole. Ho preso la jep del papà e l’ho portata al lago. Le ho cotto le braciole sul fuoco, tagliato la legna da ardere e preso in affitto una barca a motore per andare sull’altra sponda. Mia madre è una donna del sud. E una donna che guida la jeep e parcheggia una barca, ancora non l’aveva vista. Ha sgranato gli occhi incredula e mi ha detto: “Non sapevo che riuscissi a fare tutto così, da sola. Con te ci si sente proprio al sicuro.” Poi ci ha pensato un po’ e guardandomi negli occhi ha concluso: “Adesso ho capito perché Giulia ti sta vicina? Sei meglio di un uomo!”. E si è appesa al mio braccio orgogliosa. Da allora ha smesso di chiedermi se ho trovato un fidanzato. E ci spedisce dalla Sicilia pacchi pieni di ogni genere alimentare “Così Giulia ti prepara il sugo buono”. Non ho ancora avuto il coraggio di dirle però, che tra noi due, quella che cucina sono sempre io…