Gravity

di Michele R. Serra

Recensioni
Gravity

A pensarci bene non è che non abbiamo mai visto roba del genere al cinema. Non è che non abbiamo mai visto attori nello spazio – che è una scusa come un’altra per squadernarci davanti agli occhi tutto l’armamentario di effetti speciali, ultimi ritrovati della ricca tecnologia che rende il cinema americano sempre un passo più avanti rispetto agli altri. Più o meno, ci siamo abituati, no?

Quello che non capita tanto spesso è di uscire dal cinema senza fiato, completamente frullati, psicologicamente e fisicamente distrutti. Però contenti. Mica perché siamo masochisti, ma perché abbiamo visto il film più coinvolgente e intenso dell’anno 2013, che si intitola Gravity.

Dicevamo, siamo andati spesso nello spazio, al cinema. Ma di solito lo spazio serviva solo per andare da un pianeta all’altro, come autostrada tra un pianeta pieno di buffi orsetti pelosi e un’altro popolato di scimpanzé, magari per arrivare a una qualche specie di città piena di divinità nordiche.

Invece in Gravity l’azione si svolge tutta nello spazio, nel vuoto, nel niente. No ambientazioni incredibili, no foreste incantate, vulcani o ghiacciai perenni, zero architetture fantascientifiche. C’è l’oscurità, appena punteggiata di piccole stelle. E in mezzo, lì che fluttuano, Sandra Bullock e George Clooney.

Dice la legge di Murphy che tutto quello che può andare storto lo farà. E nello spazio raccontato da Gravity questa legge assume proporzioni apocalittiche. Ci sono solo due protagonisti, due astronauti, che si trovano di fronte a una grandissima sfiga. Nient’altro.

Un colpo di sfortuna, e si trovano a dover lottare per la propria vita, di cui all’universo frega nulla. Un uomo e una donna non hanno valore, sono solo corpi, masse di materia soggette alle leggi della fisica. Mai pensato che le leggi della fisica potessero diventare tanto spaventose.

Il regista di Gravity, Alfonso Cuaròn, deve aver letto tutti quegli articoli che dicono: “C’è sempre meno gente che va al cinema. Perché i film si vedono a casa, con i televisori full hd, oppure sul pc, addirittura attraverso youtube.” Scrivono cose così, di solito.

Subito dopo aver letto queste notizie Cuaròn si deve essere detto: bè, adesso faccio un film che si può vedere solo al cinema. Un film di fantascienza senza mostri, alieni o teletrasporto, che però sarà l’esperienza più devastantemente immersiva che il cinema possa offrire nell’anno di grazia 2013. Da vivere sullo schermo più grande e più 3D che avete a disposizione.