Il grido di Luciano Funetta: i libri del futuro

di Martina Mozzati

Recensioni
Il grido di Luciano Funetta: i libri del futuro

Distopia. Dis-topia. L’esatto opposto di utopia, ovvero il mondo ideale che vorremmo esistesse, ma destinato a non realizzarsi mai. La distopia è l’esatto contrario, ovvero la rappresentazione di un futuro indesiderabile: una realtà distruttiva caratterizzata da una società totalitaria, dominata dal potere della tecnocrazia e della scienza. Fantascienza, verrebbe da dire, ma più scienza che “fanta” dal momento che la tecnologia spesso e volentieri impaurisce per la e la facilità con cui finisce per diventare un mezzo di controllo e di potere. Nascono quindi scenari apocalittici.

Da Orwell che con “1924” conquistò, e conquista tutt’ora, il cuore di moltissimi lettori, a Ray Bradbury, da “Arancia Meccanica” a Houellebecq, la prospettiva di un futuro negativo ha sempre avuto molta presa sul pubblico. E così nacquero in passato film come Blade Runner e Terminator, mentre oggi aumenta sempre più il pubblico di serie quali The Walking Dead e il popolarissimo Black Mirror: in comune l’immagine di un futuro più o meno vicino, in cui nessuno è immune al potere della tecnologia che annienta le emozioni e si eleva a unico strumento di controllo. Il genere distopico ha investito prima i romanzi, col tempo si è poi esteso al mondo del cinema e ad oggi è il primo interesse di case di produzione di serie televisive quali Netflix, Sky e Fox. Sulla scia di un pubblico sempre più ampio, pochi mesi fa Blade Runner ha visto l’uscita del sequel che ha incassato 240 milioni di dollari.

 

Su questa linea si sviluppa il romanzo “Il grido” di Luciano Funetta, edito da Chiarelettere nella sua collana Narrazioni: in una città ferma da anni Lena Morse è un’impiegata in una ditta di pulizie, circondata dagli ultimi reduci di lavoro manuale, alienati e assenti. In una metropoli straniante, cupa e destinata alla decadenza, Lena rinasce grazie a uno strano amore che la fa sentire più viva che mai. Funetta, giovanissimo scrittore per metà bolognese e metà romano, ha esordito nel 2016 con “Dalle rovine”, opera che lo ha portato alla semifinale del Premio Strega dello stesso anno. Collabora per alcune riviste italiane e attualmente lavora in una libreria, dimostrazione che la propria passione può diventare anche un lavoro.