Guardiani della galassia

di Michele R. Serra

Recensioni
Guardiani della galassia

Se c’è una cosa che riesce difficile agli eroi, è l’autoironia. Cioè, se sei un eroe (e ancora di più se sei un supereroe), un po’ ti devi prendere sul serio. Perché combatti per il bene, perché salvi il mondo, e tutte queste cose qui. Invece i Guardiani della Galassia sono completamente diversi. Molto poco seri.

Storia strana. Intendiamoci, la Marvel ci ha abituato alle storie strane, ma questa è strana anche nella realtà, non solo sulla carta dei fumetti o sullo schermo del cinema. Inizia nel 1969, quando la Marvel lancia un nuovo gruppo di supereroi, che nessuno si fila. Li rimette nel cassetto per cinque anni. Poi i Guardiani della galassia tornano a fare qualche apparizione su testate dedicate ad altri supereroi, finché nel 1976 uno degli autori più strani di quel decennio, Steve Gerber – quello di Howard il papero per intenderci – li scongela di nuovo. Ma anche lì il successo è molto scarso, e tempo dieci numeri vengono archiviati in soffitta a tempo indeterminato.

Cosa è saltato in testa alla Marvel, di fare un film dedicato a personaggi che non conosce nessuno? Che tipo di scommessa è questa?

In poche parole è la scommessa più assurda in campo cinematografico della Marvel. Ed è già vinta, perché i Guardiani della Galassia, che da noi sono in arrivo nelle sale mercoledì 22, hanno già razziato qualcosa come 600 milioni di dollari nei botteghini del resto del mondo. Visto che il film aveva un budget di poco inferiore ai 200 milioni, i conti sono presto fatti.

Se lo aspettava qualcuno, questo successo? Francamente, credo, neanche la Marvel. Però è un bene, perché dimostra che non è necessario avere un marchio forte, per costruire un successo al box office, ma a volte bastano solo delle buone idee.

C’è tanto di buono, dentro i Guardiani della galassia. Intendiamoci, buono per un gigantesco kolossal fantascientifico hollywoodiano. Effetti speciali, personaggi costruiti per conquistare il pubblico (non sto neanche a dirvi quanto sia perfetto Rocket Racoon, il procione spaziale che spara prima di fare domande). E poi ancora un regista come James Gunn, che riesce a tenere il ritmo giusto, a raccontare con ironia anche il dramma interstellare. Come a dire, “non vi preoccupate troppo, ragazzi, stiamo scherzando”: c’è da credergli.

Se un Batman – Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan è lo Yin della cinematografia supereroica moderna, i Guardiani della Galassia sono lo Yiang. Due facce della stessa medaglia. Entrambe niente male.