Half-Life: Alyx è il videogame più bello a cui non giocherete

di Michele R. Serra

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Half-Life: Alyx è il videogame più bello a cui non giocherete

C’è un’atmosfera davvero tetra in Half-Life: Alyx, un gioco che fa venire forse troppa ansia per i tempi che viviamo. Ed è un peccato, perché è senza dubbio uno dei più grandi capolavori di quest’anno, è il gioco che mostra che la realtà virtuale è tutt’altro che un orpello, ma anzi che potrebbe essere davvero il futuro dei videogiochi. Almeno per quelli che non hanno problemi di nausea, di ansia o di cuore, in questo caso.

Allora, piccolo riassunto per chi non c’era: Half-Life: Alyx è l’ultimo capitolo di una saga che non conta tante uscite (fondamentalmente, gli Half-Life sono solo due) ma che ogni volta che ha buttato fuori un capitolo, ha rivoluzionato il panorama dei videogiochi. Non è un caso se il primo Half-Life è considerato uno dei giochi per PC più importanti della storia.

Half-Life = Ansia

La trama, come forse sapete, prevede un futuro distopico in cui la terra è stata invasa da alieni provenienti da un’altra dimensione, e tra le altre cose c’è anche chi ha approfittato della situazione per prendere il potere. Però il problema fondamentale rimangono questi alieni, tra i quali spiccano i mitici headcrab, una specie di ragni/granchi che saltano altissimi e con i loro denti acuminati ti succhiano il cervello e si installano al posto della tua testa. Capite cosa intendevo, quando parlano di ansia? Immaginatevi di essere in una situazione così in realtà virtuale. Cioè, già può essere un’ansia giocare ad alcuni sparatutto sullo schermo, figuratevi esserci completamente immersi dentro.

Questo è il primo dei due problemi fondamentali di Half-Life: Alyx, che rischia davvero di farvi venire un infarto. L’altro è che ovviamente è un gioco in realtà virtuale, quindi c’è il problema della nausea, della motion sickness, che però dipende intanto molto dalla vostra sensibilità personale (un po’ come l’ansia), e poi gli sviluppatori di Valve hanno implementato anche un sistema di spostamento molto interessante che in pratica ti permette di muoverti a scatti, nell’ambiente, come se ti stessi teleportando. Che detta così sembra peggio, invece per il nostro cervello è meno traumatico.


[Gameplay di DadoBax, da YouTube]

Morale: se voi – che vi conoscete – sapete di non avere nessuno di questi due problemi, né l’ansia né la nausea, e avete a disposizione un buon PC per giocare più un caschetto per la realtà virtuale (tipo Oculus per intenderci), beh potreste godervi un’esperienza che è davvero il massimo che la tecnologia possa offrire nelle nostre case nel 2020. Un gioco raffinatissimo, che a partire dalla prima sequenza vi fa fare wow davvero ogni 5 minuti. E poi il sistema di controllo, l’immersività, l’atmosfera… tutto spinto al massimo. Rimangono quei diversi ostacoli che si frappongono tra voi e questo gioco, primo tra tutti la disponibilità di un caschetto per il VR di buon livello, che comunque costa.

Alyx, un capolavoro irraggiungibile (per molti)

Half-Life: Alyx, come ha fatto mnotare qualcuno, è in fondo il più grande insuccesso di quest’anno, perché di fronte a un capolavoro tecnico di questa levatura, tutti quanti su internet stanno parlando di Animal Crossing. Del resto è ovvio che il VR sia una nicchia destinata a utenti che hanno la voglia di giocare in un modo diverso dal solito. E soprattutto la possibilità economica di procurarsi l’hardware che serve.

Ciò non toglie che Half-Life: Alyx sia l’ennesimo prodotto rivoluzionario di questa saga, e che quelli di Valve siano dei geni della programmazione e del game design. Se siete tra i non molti che avranno l’occasione di provarlo, credo che non vi dimenticherete di questo gioco. Per tutti gli altri: streaming!