Heathens Alpha

di L'Alligatore

Recensioni
Heathens – Alpha

Copertina significativa (è di Eeviac, tra i più talentuosi autori di cover dell’alternative rock), con un girotondo di sette uomini nudi incatenati da un cavo elettrico, chini sui loro schermi a guardare un alpha distorta, incapaci di vedere quella vera sulla schiena dei loro vicini. Perfetta rappresentazione della moderna schiavitù dei piccolissimi schermi. Così la pensano gli Heathens, interessante gruppo di Feltre, al secondo album con “Alpha”, un vero e proprio concept sulla società dell’informatica e le sue illusorie libertà.

Nelle dodici canzoni del disco il tema è affrontato di petto, grazie ad un sound ipnotico, un ritmo ossessivo, testi impegnati e un sacco di ospiti di tutto rispetto. Colpiscono meglio nel segno in “Empty House”, apertura del disco dall’andatura implacabile, che affascina per il vocione di George Koulermos (Tack At, tra i tanti suoi progetti), “The Dust”, pezzo con piano e voce di donna (Anna Carazzai dei Love In Elevator), “In Limbo” e in “To The End Of The Night”, i brani più psych-rock, quelli che più di tutti fanno pensare ai Radiohead (in particolare il secondo che ho detto: ti prende e non ti lascia più …). Poi “Parallel Universes” per il gran ritmo, la vibra (la mia coda è tutta in agitazione) di questa meravigliosa cavalcata metafisica, “Bertand Russell” per le stesse cose, e per il doveroso omaggio al matematico autenticamente libertario.

Etichetta Irma Records, registrazione e produzione Tommaso Mantelli, partecipazione straordinaria di Nick Manzan dei Bologna Violenta in due pezzi … cosa volere di più dal primo vero e proprio disco in studio?