Ho imparato che… (3)

di Giovanna Donini

Storie di Smemo
Ho imparato che… (3)

Halloween (o Hallowe’en) è una festività che si celebra principalmente negli Stati Uniti la notte del 31 ottobre. Ormai, però, si festeggia anche in molti altri paesi tra cui l’Italia. E quindi le zucche vengono svuotate e illuminate pure qui. A cosa serve non so, ma quello che so è che i bambini se ne vanno (o dovrebbero andare) in giro a chiedere scherzi e dolcetti. Siccome, però, io vivo a Milano e a Milano va molto di moda mangiare bio… mi sono informata e mi dicono che qui il bambino milanese, rifornito dai genitori di dolcetti bio immangiabili, preferisce di gran lunga fare e ricevere scherzetti.

– In Italia l’invalido non solo deve soffrire perché è invalido, ma deve soffrire perché c’è chi sputtana la sua categoria fingendo di esserlo. Se poi a dichiararsi invalido, non essendolo, è un medico Chirurgo del Bambin Gesù ‘falsamente’ inabile al 67% che si è fatto fotografare mentre scala le montagne in bici, la rabbia aumenta… ti verrebbe voglia di prendere tutti i finti invalidi e metterli totalmente e per sempre a disposizione dei veri invalidi. Sì, io vorrei che quel medico invece di correre per piacere fosse obbligato a correre tutto il giorno per aiutare i veri invalidi.

– Forse Berlusconi ha un gemello. Questa è ormai l’unica spiegazione che mi do nel vederlo dire un giorno una cosa e il giorno dopo un’altra. Se fosse così si spiegherebbero tante cose: uno è quello sempre impegnato a lavorare per noi e l’altro quello sempre impegnato a fare sesso per lui. Uno quello che un giorno dice che si dimette e l’altro quello che il giorno dopo dice mi candido di nuovo. Uno quello sempre indagato e l’altro… pure.

– Arisa alla domanda: “Ha mai ricevuto avance da una donna?” ha risposto: «Sì, in passato, ora che vorrei provare non me le fa più nessuno» . Qualcuno, per caso, ha il numero di telefono di Arisa?

– Questa settimana ho imparato che ‘certi’ se ne vanno via un giorno, dopo aver corso una vita, semplicemente camminando sul Montello, a 42 anni, lasciando una città intera con il cuore spezzato e una palla ovale senza più colore. Ciao Piero.