Se il mondo fa schifo, guardiamoci un horror

di Redazione Smemoranda

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Tanti horror hanno accompagnato l’estate 2020 al cinema, in sala e in streaming. C’è il bellissimo L’uomo invisibile con Elisabeth Moss, certo, ma anche The Hunt, in cui dei ricconi cattivi giocano non alla caccia alla volpe, ma alla caccia all’uomo. E poi c’è un film di supereroi che in realtà è un film horror travestito da film di supereroi: The New Mutants.

Viene naturale chiedersi perché l’horror sia ancora così vitale come genere, e soprattutto cosa significa l’horror ai tempi del coronavirus, cioè tempi in cui viviamo una realtà che sembra già la trama di un film. Ecco, pare che i film horror possano essere in qualche modo utili, in questo momento storico. Utili senza dubbio a chi i film li produce, ma anche a chi li vede. Proprio dal punto di vista del sostegno psicologico.

I film di genere, come i film horror, sono da sempre un elemento centrale del nostro immaginario e del business del cinema. Però in questo periodo gli horror sembrano essere davvero molto presenti, nelle sale e in generale come risorsa per i grandi studios di Hollywood.
Ad esempio quest’estate gli horror hanno letteralmente salvato il cinema americano. Perché con moltissime sale chiuse causa pandemia e tutti i grandi blockbuster estivi rinviati a data da destinarsi, il mercato cinematografico negli Stati Uniti è stato fermo. Gli unici film distribuiti sono pellicole di serie B che hanno fatto il pieno nei pochi schermi aperti sul territorio nazionale. Quindi gli horror a casso costo hanno dominato le classifiche in questa strana estate 2020, niente supereroi e niente The Rock, il film più visto è stato The Wretched, Il secondo horror della carriera dei fratelli Pierce (registi totalmente sconosciuti). In pratica è la storia di un ragazzo che deve affrontare la sua vicina di casa, che è una strega, non in senso metaforico. È stato il film più visto in America per 5 weekend consecutivi, come Avatar e Titanic e pochissimi altri film.

Ovviamente non è stato visto da tanta gente come Titanic, è stato visto da una piccolissima frazione di quel pubblico in senso assoluto, però è statto il più visto, quindi possiamo dire che questo filmetto di serie B ha avuto in senso relativo tanto successo quanto titanic. Quindi diciamo che anche in epoca di coronavirus, gli horror hanno fatto quello che sanno fare meglio, e che serve all’industria: costare poco e guadagnare tanto. Ma c’è un altro punto su cui è il caso di riflettere, e cioè cosa vuol dire guardare film horror quando il mondo intorno a noi è di per sé già diventato molto più spaventoso di quello che credevamo.

Perché l’horror ci piace così tanto?

Allora, chiediamoci perché la paura è importante, in generale. Il fatto è che quando guardi un film horror non pensi alle cose reali che ti spaventano. Ti lasci spaventare dalla fantasia, e questo è più sopportabile, e in qualche modo ti educa ad avere paura, e a saper gestire la paura. Il bello è che anche la scienza è di questo avviso. C’è uno studio recente dell’Università di Chicago che sostiene in pratica che le persone che amano i film horror tendono ad affrontare meglio le crisi, si sentono meno stressate dai possibili risultati e sono più resistenti quando si preparano ai momenti difficili.

Lo studio condotto durante la pandemia COVID-19 ha testato se l’impegno passato e presente con film horror e pandemici fosse associato a una maggiore preparazione e resistenza psicologica nei confronti della pandemia. La curiosità morbosa che è una delle molle che fanno scattare il fascino degli horror è associato a un’idea di resistenza positiva. Quindi i risultati di questa ricerca sono coerenti con l’ipotesi che l’esposizione a film spaventosi permetta al pubblico in qualche modo di allenarsi ad affrontare situazioni spaventose nella vita reale. Ora, io mi fido degli scienziati che dicono queste cose, anche se non sono sicuro che vedere i film di Romero mi abbia preparato meglio all’uso della mascherina, al distanziamento sociale e al lockdown. Però non mi dispiace l’idea di avere una scusa in più per godermi un bell’horror, o anche uno brutto, che tutto sommato a volte sanno dare delle belle soddisfazioni anche quelli.

L’horror, insomma, serve sempre. Perché l’horror ci parla di tutte le cose che non vogliamo, ma che dobbiamo affrontare, la paura. Nel mondo esistono cose meravigliose e cose orribili. Esiste la compassione, la collaborazione tra gli uomini e esiste la violenza. Ma ancora di più l’horror ci parla della vita e della morte. Ci parla di ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo, perché il cuore di un buon film horror è sempre qualcosa di incomprensibile, di inspiegabile, che è esattamente quello che temiamo. La paura è una parte inevitabile di quello che siamo come uomini, siamo sempre esposti agli orrori del mondo che ci circonda. E infatti se ci pensate gli horror spesso hanno un finale negativo, o un finale che mette in dubbio la vittoria dei protagonisti no? Magari il mostro viene sconfitto, ma poi si vede che apre un occhio, si vede che il mostro potrebbe tornare. Quindi, le nostre vite sono complicate e i film horror ci raccontano questa verità. Ecco perché ci piacciono, anche in tempi difficili.