Dracula si iscrive a Tinder?

di Michele R. Serra

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Dracula si iscrive a Tinder?

Quando pensiamo ai ragazzi prodigio di Hollywood, viene in mente uno Steven Spielberg, che a soli 25 anni gira un capolavoro come Duel, oppure un Leonardo di Caprio, che a 23 diventa l’attore più redditizio d’America grazie a Titanic. Ecco, magari Genndy Tartakovsky non è tra i primi nomi che ti vengono in mente quando pensi ai giovani che hanno cambiato la storia del cinema americano, eppure il suo nome oggi merita di stare lì in alto insieme a quelli che abbiamo citato. Almeno per quanto riguarda il cinema d’animazione.

Tartakovsky non è nato nel dorato mondo hollywoodiano, anzi, al contrario, è nato nel 1970 nella Mosca sovietica. Poi i suoi genitori hanno deciso che la famiglia si sarebbe spostata oltrecortina, prima in Italia, e poi – quando Genndy ancora andava alle elementari – a Chicago, Illinois. Insomma, il classico caso dell’immigrato che trova fortuna negli Stati Uniti grazie alla sua creatività. Perché Genndy a poco più di vent’anni va a lavorare per Hanna e Barbera, e a 25, per Cartoon Network, crea Dexter’s Laboratory, una serie che da sola avrebbe rivoluzionato l’estetica dei cartoni animati Made in Usa negli anni a venire.

Oggi Genndy è, come dire, piuttosto occupato tra cinema e televisione, e la sua ultima avventura è la serie di Hotel Transylvania, già al terzo capitolo nelle sale con incassi di centinaia di milioni di dollari a film. E certo, magari qui non si tratta di materiale rivoluzionario, però anche questo terzo capitolo della serie è leggero nel senso migliore, un omaggio moderno ai grandi cartoni classici, quelli firmati negli anni Quaranta da geni come Tex Avery e Chuck Jones. Anche in Hotel Transylvania, la trama conta poco o niente, e ogni scena sembra quasi slegata da quella precedente. Ma non importa, perché le gag, nella maggior parte dei casi, funzionano.

Se vi interessa, in questo episodio Dracula e la sua famiglia vanno in crociera, e tra le altre cose Dracula si iscrive a una specie di app di incontri, un Tinder per mostri, ma tutto questo, dicevo, non importa granché. Quello che importa è vedere Tartakovskij e i suoi che si divertono a far fare ai loro personaggi tutto quello che gli passa per la testa, mettendo insieme un’infilata di gag che hanno il pregio di essere universalmente comprensibili, quasi senza bisogno di traduzione, dai tre anni in su. Bello.

Ah, e poi c’è la musica di Tiesto 🙂