Hotel Transylvania Recensione

di Michele R. Serra

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Hotel Transylvania – Recensione

No, state tranquilli/e. Stavolta non ci saranno baci romantici, sguardi languidi e addominali molto più scolpiti della media. Non è quel tipo di film, niente Robert Pattinson né Taylor Lautner. Questo è Hotel Transylvania, che: primo, è un cartone animato; secondo, non si limita a raccontarci i vampiri, ma anche tutti gli altri.

Nel senso di tutti i mostri, che se ne stanno tranquilli all’Hotel Transylvania, riuniti per festeggiare la figlia di Dracula che compie 118 anni. E siccome arriva così alla maggiore età vampiresca, lei vuole fare nuove esperienze, sfuggire alla soffocante ala protettrice – ala di pipistrello, naturalmente – del padre. Insomma, questo è un cartone animato per famiglie, quindi dentro c’è una bella/classica storia di rapporti familiari. Che diventano ancora più complicati quando la giovane Dracula si innamora, peggio ancora, di un umano (aka la cosa che più fa paura a ogni mostro che si rispetti).

Dunque. Hotel Transylvania rimane un cartone per bambini, quindi i mostri sono creature pacifiche che non fanno paura a nessuno. Niente di particolarmente originale, anche perchè poi il film continua a rassicurare i piccoli spettatori mettendo in fila una serie di messaggi positivi: 1) papà e mamma vi vogliono bene 2) anche voi avrete la possibilità di trovare l’amore e 3) fidarsi delle persone è meglio che non fidarsi. Eccetera eccetera. Noi vecchi sappiamo che non è vero, ma perchè togliere ai fratellini le loro illusioni?

Allora, fermo restando che Hotel Transilvanya ha le carte in regola per intrattenere i ragazzi under 10 per la canonica ora e mezza in sala, farà divertire anche gli over che li accompagnano? Non ne sarei tanto sicuro. Manca quello scarto di originalità che ci saremmo potuti aspettare da un regista come Genndy Tartakovsky, golden boy dei cartoni animati americani dei Novanta: ai tempi aveva imposto un nuovo stile, lavorando per il canale Cartoon Network su serie fantastiche come Dexter’s Laboratory, Samurai Jack e Le Superchicche. Da uno così, ci aspettavamo idee migliori che non battute sulle scoregge di Frankenstein. Magari fanno anche ridere, ma insomma: non è proprio roba rivoluzionaria.

Hotel Transylvania è un film con tanti personaggi cartonosi e simpatici, bello da vedere e con un doppiaggio azzeccato anche nelle voci italiane di Claudio Bisio e Cristiana Capotondi (le canzoni invece non si possono proprio sentire, ma a quello siamo abituati). Quello che manca è solo un po’ di cuore, un po’ di profondità: quella che troviamo in altri cartoni-di-mostri di questi tempi come Paranorman di Sam Fell e FrankenWeenie di Tim Burton.