I diari dei prof in maturità il prof di filosofia ha svolto la traccia corsara

di La Redazione

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I diari dei prof in maturità – il prof di filosofia ha svolto la traccia corsara

C’è una bolla d’afa sopra le ghirlande di questi tetti arrossati. Ce la mostrano i geofisici da una terrazza di provincia emiliana e mi sembra quasi di toccarla, guardando fuori dalle finestre di un corridoio benedetto dall’ombra dei tigli. Questione di confini, come quello che oggi corre tra le file dei vostri banchi e le nostre carte scandite. Confini che legavano le vigne giuliane a un filo freddo, di ferro, e che a voi forse non sembrano più spessi di una sottile striscia di terra tra un valzer e il mare, di lingue senza il controcanto delle vocali che corrono via dure ma veloci.Veloci come un tempo da consumare senza alcuna implicazione, o applicazione, dentro il romanzo di una crisi che ricomincia in fondo a ogni giravolta di seggio, nell’indistinto bianco e nero di una vecchia cabriolet, sul filo di un acceleratore di neuroni che vanno a cercarsi lontano da qui. Intanto chiedono piccoli saggi di voi, riflessioni troppo grandi su contrade e autostrade, merci fuori dalle borse, palazzi sfuggiti alla politica (o forse viceversa), panorami
scientifici quasi incoscienti. E la storia dei vostri manuali si riempie di targhe di nuovi indistinti orizzonti, ombra di sviluppo strappato a sanscrito e samba. E alla fine di tutto dovete inventarvi progresso e cooperazione, senza che i maestri colmi di cattedre ve ne mostrino la traccia. Stasera la luna è sospesa in una bolla d’afa. Fatela scoppiare, con parole corsare.