I diari dei prof in maturità vi siete visti agli orali?

di La Redazione

Storie di Smemo
I diari dei prof in maturità – vi siete visti agli orali?

Gli orali, a seguirli con meno stanchezza e voglia di finirla, possono regalare momenti di prezioso divertimento. Innanzitutto, per gli amanti del genere “transformer”, è possibile godere di rari spettacoli di mutazione genetica. Il rumoroso energumeno tutto muscoli ed ormoni ti si presenta nelle sembianze di un pulcino impaurito, la bocca impastata dal terrore e la voce, normalmente sfruttata per aizzare curve allo stadio, flebile come un fraticello in convento. Lo studente tapezzeria, quello che all’appello ti scordi di chiamare, di cui non riesci a ricordare nemmeno il nome proprio, arriva in una brillante versione Publitalia, con una grinta e determinazione che lo porterebbero a vendere ghiaccio al polo. Ovviamente le chicche più interessanti le regala il candidato quando deve rispondere ad una domanda che non sa: oggi uno studente si è giustificato per non sapere rispondere “Stalin” ad una banale domanda sull’Urss perché,ha sostenuto, ha provato un sano terrore nei confronti del dittatore. Anche noi insegnanti non siamo da meno: le domande, specie di noi interni, sono sempre quelle e ormai anche io mi sentirei in grado di disegnare un circuito di elettronica o risolvere un problema di matematica. Un discorso a parte meriterebbe invece il capitolo “tesina”, la madre di tutte le multidisciplinarietà, di tutti i collegamenti, di tutti i poveri tentativi della nostra scuola di innovarsi, di aprirsi, di modernizzarsi… rimanendo saldamente uguale a sé stessa.