i primi secondi dopo il risveglio

di Guido Catalano

Storie di Smemo
i primi secondi dopo il risveglio

i primi secondi dopo il risveglio

non piango mai

perché ho paura che mi si staccano gl’occhi
non vomito mai
perché ho paura che mi esce lo stomaco dalla bocca
scopo con moderazione perché ho paura
che mi rimane il tarallo risucchiato nel buco
non salto mai
perché ho paura che mi si sbriciolano le caviglie
non dormo mai
spalle alla porta
perché ho paura che entra l’assassino col coltello e mi fa goal
non dico mai
“ti amo”

perché ho paura che il regista dice “ok buona la prima, mezz’ora di pausa per tutti”

ho un controllo assoluto del congiuntivo

ho i denti stretti, il filo interdentale mi provoca sangue alle gengive
ho i piedi piatti, visitare i musei è una tortura
non posso tenere il tempo con le mani
le mani sono collegate al cuore
il mio batte a un ritmo non convenzionale

i primi secondi dopo il risveglio
ho spesso dei momenti di paura
che non so se so dove sono
che non so se so chi sono
o dove devo andare

potresti voler esser tu l’addetta al ricordo?
svegliartimi accanto
dirmi
“va tutto bene, sei tu, sono io, va tutto bene, non ti preoccupare”

tirarmi su quelle pesantissime persiane
fare entrare la luce
sorridermi

la colazione la preparo io