Racconti di Smemoranda 1984


  • Are you italian?

    di Sergio Fantoni

    Ahhh… you are italian? A prima vista poteva sembrare una semplice e cortese risposta a una mia precedente affermazione. Ma quell’ahhh…! così modulato, ricco di vibrazioni finemente allusive, per quanto […]

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  • Sanremo famosi

    di Alberto Tonti

    Ancora non c’è la tivù, l’italiano in famiglia sta seduto nel salotto buono, l’orecchio incollato alla Radio Marelli di legno lucido, umanizzata dal centrino ricamato della nonna con sopra il […]

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  • Mater purissima pater robustissimus

    di Antonio Faeti

    Oggi non si fondano più le città e non so neanche perché. E tutta la vita che aspetto di essere chiamato a tracciare un solco, con al mio fianco, bene […]

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  • L’Italia nel 2000

    di Collettivo Redazionale

    La nostra Italia nel 2000 sarà molto cambiata in molti particolari, per esempio le macchine incominceranno a volare e non ci sarà più bisogno degli aerei per trasferirsi da uno […]

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  • Chi la fa l’aspetti

    di Enzo Gentile

    Brutta categoria quella dei critici musicali, malfidenti, sprezzanti, dottorini acidi che se la prendono con tutti e con tutto: per una volta, mi hanno detto, fai a meno di accalorarti […]

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  • Viva l’Itagliaaaaaaaaa!

    di Fabio Treves

    Forza Italia! e in quel mitico istante le tre dita si alzarono al cielo, come la V di Victory dell’altrettanto mitico Sir Winston Chuchill, e quelle tre dita sono diventate […]

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  • Cara Smemoranda

    di Fulvia Serra

    l’anno scorso avrei voluto scrivere una lettera a Garibaldi, che ancora mi sento tutta un rimescolio interno per la commemorazione, poi mi ha sorpreso il Darwin e sono rimasta con […]

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  • L’Italia in tutte le salse

    di Gualtiero Marchesi

    Confesso che di fronte ai sedicenti inventori o scopritori di nuove ed inesplorate Americhe io ritrovo sempre un gran sorriso che mi naviga – come si suol dire – sotto […]

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  • Prstilla (cioè prima della stilla e della postilla)

    di Ivan Della Mea

    Sono un interistamarxistaleninistaneoleopardianospinto. Tempo fa ho saputo dalla televisione, Rete 1, che ogni cittadino mode in Italy deve allo Stato, alla Patria, cinque milioni. La cosa mi rompe non poco. […]

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  • Moda e modi

    di Laura Asnaghi

    Applausi, gridolini di piacere, lacrime d’emozione. I trionfi della moda italiana provocano reazioni da sceneggiata napoletana. Gli stilisti fanno miracoli coi loro abiti e il pubblico delle sfilate va in […]

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  • Io, Cannes e l’oscuro

    di Maurizio Porro

    Il made in Italy è anche un concetto che si esporta facilmente all’estero. Vedere, per credere, il nuovo Palais del Festival di Cannes, apertosi ufficialmente alle baldorie del cinema nel […]

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  • L’ABBICI’ dei nuovi mostri

    di Morando Morandini

    ABATANTUONO, DIEGO (Milano, 1955) – Presenza dirompente di bestione dall’aspetto fintamente torvo che mima, svelenendoli con grottesca naturalezza, gli aspetti più drammatici dell’immigrazione meridionale nel Nord. Principe della farsa neoplebea […]

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  • Tuttorimini

    di Gino&Michele

    Milano laboriosa Roma lussuriosa Bologna la dotta Rimini la saggia Rimini vergine e Rimini corrotta Rimini prima e ultima spiaggia Rimini dove Agnelli non è mai venuto Rimini in cui […]

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  • Tutto il resto è relativo

    di Roberto Gatti

    Parlando di Grandi Invenzioni del secolo, due ci piacerebbe ricordarne, entrambe italiane. La prima si deve al cavalier Ambrogio Molteni, che – anni e anni addietro – esportava mortadelle allo […]

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  • Ossesso – intervista a Natalia Aspesi

    di Silvia Palombi

    Natalia Aspesi – Non farmi dire parolacce! Silvia – Ma figurati! Dunque il tema è ‘sesso made in Italy’. n.a. – sesso made in Italy cosa vuol dire? s.  sesso […]

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  • Il sugo di Ugo

    di Ugo Volli

    Ebbene sì, non ho alcuna difficoltà a confessarlo, anzi, me ne vanto. Sono un prodotto italiano, made in Italy, frutto della patria ingegnosità e della materna pazienza della nostra terra. […]

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  • Sing song 1983

    di Umberto Fiori

    “Personalmente io credo a quello che vedo, credo a quello che vedo: le discoteche tedesche, le discoteche tedesche! – (e ci gridava dentro per il rumore). – e tra l’altro […]

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